Emergenza fame nel nord Uganda: il nostro intervento a sostegno delle famiglie più vulnerabili

La prolungata siccità ha compromesso i raccolti e aggravato l’insicurezza alimentare nel nord dell’Uganda. “Insieme si può…” risponde all’appello delle comunità locali con due interventi di emergenza.

La stagione delle piogge avrebbe dovuto portare acqua. Invece, per mesi, il cielo è rimasto chiuso. I campi si sono inariditi, i raccolti sono andati perduti e, nel nord dell’Uganda, migliaia di famiglie sono rimaste senza cibo. La fame è tornata a essere una drammatica realtà.

Le conseguenze colpiscono soprattutto le persone più fragili: i bambini, più esposti a malnutrizione e malattie; le donne in gravidanza e le neomamme, che faticano a nutrire se stesse e i propri figli; gli anziani, che dopo aver attraversato anni di conflitti e difficoltà si trovano ancora una volta a fare i conti con la mancanza dell’essenziale.

Secondo le autorità ugandesi, nelle scorse settimane sono stati registrati diversi decessi legati alla carenza di cibo. Governo, Chiesa cattolica e organizzazioni umanitarie hanno quindi lanciato un appello per sostenere le comunità più colpite.

Tra queste ci sono Kalongo, nel distretto di Agago, e Kapedo, nel distretto di Karenga: due realtà che “Insieme si può…” conosce e accompagna da molti anni. A Kalongo operano i missionari Comboniani e sorge lo storico Ospedale Dr. Ambrosoli, punto di riferimento per l’intera regione. A Kapedo, invece, nel cuore del Karamoja, l’associazione è presente con una propria sede operativa, dalla quale coordina numerosi interventi di sviluppo a favore delle comunità locali.

Proprio da queste due comunità è arrivata una richiesta di aiuto urgente per sostenere le famiglie che hanno ormai esaurito le proprie riserve alimentari e non riescono più a garantire anche un solo pasto al giorno.

Per rispondere all’emergenza, “Insieme si può…” ha attivato due interventi che si svilupperanno da luglio a ottobre 2026. Attraverso le parrocchie di Kalongo e Kapedo saranno realizzate tre distribuzioni di beni di prima necessità – farina di mais, fagioli, olio da cucina e sapone – destinate a 200 nuclei familiari individuati sulla base delle situazioni di maggiore vulnerabilità.

Al termine del progetto è prevista una fase di monitoraggio, che consentirà di verificare l’evoluzione delle condizioni delle famiglie beneficiarie e l’efficacia dell’intervento.

L’obiettivo è garantire un sostegno immediato alle persone che stanno affrontando una delle crisi alimentari più difficili degli ultimi anni, assicurando l’accesso al cibo e ai beni essenziali. L’assistenza, tuttavia, rappresenta una risposta all’emergenza e non un punto di arrivo. Vogliamo infatti accompagnare le comunità fino alla ripresa delle attività agricole, con l’auspicio che il ritorno di condizioni climatiche favorevoli permetta alle famiglie di tornare a coltivare i propri terreni e provvedere autonomamente al proprio sostentamento.

Per questo motivo “Insieme si può…” continuerà a lavorare insieme ai partner locali anche oltre l’emergenza, promuovendo interventi dedicati all’agricoltura sostenibile, alla gestione delle risorse idriche e all’accesso all’acqua. L’obiettivo è rafforzare la resilienza delle comunità, ridurre la loro vulnerabilità agli shock climatici e creare le condizioni perché un aiuto necessario oggi possa trasformarsi, domani, in un percorso di autonomia e sviluppo.

Rivolgiamo perciò un appello a tutti coloro che desiderano dare un contributo concreto. Ogni donazione può aiutare a garantire farina di mais, fagioli, olio e altri beni essenziali alle famiglie più colpite dalla crisi, offrendo loro un sostegno fondamentale in attesa che possano tornare a coltivare i propri campi.

Ancora una volta la generosità di chi, negli anni, ha scelto di camminare al nostro fianco per essere vicino ai più vulnerabili può fare la differenza.

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