Nepal, oltre mille vittime: aperta una raccolta fondi per l’emergenza
Il crollo di un ghiacciaio ha innescato frane e alluvioni lungo il fiume Trishuli, provocando una catastrofe che ha colpito duramente il Nepal. Insieme a Casa Costa Foundation ETS, l’organizzazione sostiene l’intervento della Fondazione Giuliano De Marchi per il Nepal ODV.
È una tragedia di proporzioni enormi quella che ha colpito il Nepal il 26 agosto. Nel distretto di Rasuwa, il crollo di un ghiacciaio ha innescato una drammatica sequenza di frane e alluvioni lungo il sistema del fiume Trishuli, travolgendo villaggi, strade, ponti e infrastrutture.
Il bilancio, ancora in evoluzione, parla ormai di oltre mille vittime tra Nepal e Tibet e di migliaia di persone disperse. Alle perdite umane si aggiungono abitazioni distrutte, collegamenti interrotti e comunità che si trovano ad affrontare l’emergenza senza poter contare su servizi e infrastrutture.
Di fronte a questa situazione, “Insieme si può…” ha aperto una raccolta fondi per sostenere la popolazione colpita, unendo il proprio intervento a quello di Casa Costa Foundation ETS, che ha già destinato alla raccolta un primo contributo di 2.500 euro.
Gli aiuti vengono raccolti e indirizzati attraverso la Fondazione Giuliano De Marchi per il Nepal ODV, realtà bellunese che opera nel Paese dal 2015 e che nel corso degli anni ha sviluppato progetti continuativi in ambito educativo e sanitario, tra cui scuole, un presidio sanitario e un asilo.
Per questa emergenza, la Fondazione ha preso contatto con alcune delle organizzazioni nepalesi con cui collabora da anni, verificandone direttamente la capacità di intervento sul campo. La scelta è stata quindi quella di affidare i fondi a partner locali già conosciuti e verificati, anziché farli transitare attraverso il canale governativo.
Una modalità che punta a garantire maggiore tracciabilità dell’intervento e un impatto più diretto sulle comunità colpite. Un criterio particolarmente importante in una fase in cui le necessità sono enormi e cambiano rapidamente.
In questa prima fase dell’emergenza servono soprattutto cibo, tende e indumenti, generatori e batterie. Le priorità potranno tuttavia modificarsi con l’evolversi della situazione e con l’arrivo degli aiuti internazionali.
La raccolta fondi continuerà quindi a seguire l’evoluzione dell’emergenza, indirizzando le risorse verso le necessità individuate sul posto e condividendo gli aggiornamenti sull’intervento.
Per trasformare la solidarietà in un aiuto concreto, là dove serve.
crediti immagini: Associazione Giuliano De Marchi per il Nepal