Viaggio in Thailandia

Il viaggio dall’India alla Thailandia è stato un po’ impegnativo. Dopo aver lasciato gli amici di ASSIST presso l’ultimo pozzo visitato, ci attendevano 270 km di strada, che hanno comportato oltre 6 ore di viaggio. Il volo verso Bangkok è poi durato altre 4 ore, quindi complice il fuso orario siamo arrivati presso il DayCare Center di FORDEC che erano le 8 di mattina.

Nei giorni successivi abbiamo vissuto una esperienza davvero straordinaria. Costantemente  circondati da un centinaio di bambini che frequentano qui giornalmente l’asilo e dai più grandi, sostenuti a distanza, abbiamo visto e sperimentato come un sia pur piccolo aiuto continuativo faccia davvero la differenza, garantendo alimentazione, cure mediche, istruzione, miglioramento delle abitazioni a bambini che altrimenti sarebbero condannati a una esistenza davvero misera. In questi ultimi quarant’anni, FORDEC è stata per migliaia di bambini un segno di speranza e di riscatto. A pensare e realizzare tutto ciò è stato il dott. Amporn Wathanavongs, la cui storia, raccontata in due libri pubblicati da ISP (“Padre di 50.000 bambini” e “Il ragazzo con il cuore di bambù”, che potete acquistare presso la sede di Ponte nelle Alpi oppure online, ndr), è davvero straordinaria. A quattro anni, rimasto orfano si è ritrovato a vivere per strada per diventare poi un ragazzo soldato e poi un monaco buddista. L’incontro con un missionario gli ha aperto infine le porte della scuola per poi diventare, durante la guerra del Vietnam, un imprenditore di successo. Finita la guerra decide di investire tutti i suoi averi per “evitare ai bambini di Bangkok di fare la sua triste esperienza di miseria, abbandono, emarginazione”.    

La seconda tappa del viaggio in Thailandia ci ha portato poi a far visita a don Bruno Soppelsa, nostro prete diocesano che presta il suo servizio missionario a Chiang Mai, nel nord del Paese, assieme ad altri tre sacerdoti veneti. I cristiani sono una piccola minoranza ma qui, a differenza dell’India, la loro presenza è tollerata dalla maggioranza buddista. Oltre alle tipiche attività missionarie, don Bruno Rossi è responsabile della produzione di un ottimo caffè e di una buonissima cioccolata, mentre don Ferdinando Pistore e don Bruno Soppelsa seguono spiritualmente e umanitariamente anche un gruppo di profughi fuggiti dal vicino Myanmar, dove la giunta militare al potere sta usando il pugno di ferro nei confronti di qualsiasi opposizione, ma anche delle comunità cristiane. Le loro attività a favore di queste persone che necessitano di tutto ci viene illustrata da don Ferdinando attraverso una serie di immagini e filmati da lui realizzati, che ci coinvolgono subito e ci strappano anche la promessa di coinvolgere “Insieme si può…” a contribuire alle spese per cibo e medicine.

Domenica 25 gennaio, don Bruno ci ha portato con sé a celebrare la messa presso una comunità che abita tra i meravigliosi boschi della regione. Si tratta di persone che vivono essenzialmente di agricoltura e della coltivazione di caffè e cacao. L’ospitalità che ci hanno riservano, a iniziare dalla degustazione di una buonissima tazza di caffè, per proseguire poi con un ottimo pranzo, è stata davvero meravigliosa.

Ritornati a Bangkok siamo stati presso FORDEC per un ultimo giorno, ed è stato un susseguirsi ininterrotto di incontri con i bambini e i loro genitori: per tutti c’era un’attenzione speciale e un regalo sotto forma di cibo, dolci, materiale scolastico, magliette, giochi che in parte avevamo portato in dono dall’Italia.

Piergiorgio Da Rold