Il senso di un sorriso

“Buongiorno Francesca!”… Mentre parcheggio il furgone di ISP fuori da un condominio di una frazione della periferia della città di Belluno per consegnare un lettino per bambini a una famiglia che seguiamo con il progetto “La povertà a casa nostra”, sento una voce che mi saluta. Mi giro e vedo davanti a me un ragazzo, non tanto alto, occhiali e tanti capelli ricci. Non lo riconosco immediatamente – come spesso accade quando si viene salutati all’improvviso – ma non appena si apre il suo sorriso capisco subito chi è e gli tendo la mano pronunciando con gioia il suo nome e chiedendogli come va.

Era un po’ di tempo che non lo vedevo, precisamente da quando due anni fa ha finito la classe 5^ superiore in un istituto professionale di Belluno, diplomandosi con buoni risultati. Avevamo conosciuto la famiglia durante il periodo della pandemia, su indicazione dei servizi sociali del capoluogo, che ci chiedevano una collaborazione per un supporto per le spese scolastiche dei 3 figli – tutti frequentanti la scuola dell’obbligo – attraverso il progetto “Tutti a scuola?!” di ISP, dedicato proprio a questa finalità. Il padre, operaio in un’azienda del Bellunese e unico precettore di reddito del nucleo, con la diminuzione dello stipendio dovuta alla cassa integrazione legata al calo di lavoro e alla lenta ripresa di quei mesi post pandemici non riusciva più a provvedere a tutte le necessità della famiglia; in più doveva prendersi cura della moglie, inabile al lavoro a causa di importanti e invalidanti problemi di salute. Eravamo intervenuti subito con il materiale di cancelleria per tutti i figli, oltre che con l’abbonamento scolastico annuale al trasporto e i libri di testo per il più grande, aggiungendo anche dei buoni spesa per affrontare con un po’ di tranquillità, almeno per i bisogni primari, quel momento di difficoltà, accanto all’intervento comunale per tamponare gli affitti e le spese condominiali arretrate.

Pian piano la situazione di emergenza era rientrata, ma parlando con il padre restava comunque difficile nel mese di settembre affrontare nuovamente le spese scolastiche, perché si presentavano tutte insieme e per tutti i 3 figli, con importi abbastanza significativi tra cancelleria, libri e trasporto. Avevamo quindi concordato con i servizi sociali di accompagnare la famiglia fino al diploma di scuola superiore del figlio maggiore, che avevo conosciuto perché ogni tanto veniva ai colloqui nella sede di “Insieme si può…” con il padre: un ragazzo educatissimo, adeguato, e soprattutto sempre sorridente, nonostante fosse evidente la consapevolezza della situazione della sua famiglia, affrontata dal padre però sempre con un’estrema dignità, dignità trasmessa anche al figlio che, seppur minorenne, aveva imparato presto a prendersi cura dei fratelli minori e della madre, dato che il padre era al lavoro tutto il giorno. Ed eccolo qui quel sorriso, proprio davanti a me: nonostante sia passato qualche anno, nonostante il periodo della pandemia ci sembri un lontano ricordo, quel sorriso non è cambiato, anche se adesso non è più quello di uno studente delle scuole superiori, ma di un ragazzo che ha preso il diploma ed ha iniziato a lavorare in un’azienda del territorio, con una mansione legata al suo percorso di studi. Uno stipendio in più che entra in famiglia, che sicuramente aiuta a stare più tranquilli e ad essere autonomi, ma quello che mi colpisce di più mentre parla è la sua serenità nel parlare del lavoro, della famiglia, di come sta andando la sua vita.

Si offre di aiutarmi a scaricare il lettino e lo porta poi su per le scale, fino all’appartamento della famiglia beneficiaria. Lo ringrazio per la disponibilità e gli tendo la mano per salutarlo, lui stringe la mia con un gesto deciso e, con il suo inconfondibile sorriso, mi dice: “Grazie di tutto quello che avete fatto per noi”. Salgo in furgone per ripartire, ma mi fermo un attimo ripensando a questa breve frase: ecco la straordinarietà delle storie che costruisce la scuola, ecco il senso di quello che facciamo, ecco quel senso racchiuso in un sorriso.

Francesca Gaio – Referente progetti locali di “Insieme si può…”