Quando il caldo ci parla di acqua
In questi giorni il caldo si fa sentire ovunque. Cerchiamo sollievo con un ventilatore, un condizionatore, una doccia fresca in più, una borraccia sempre piena, qualche annaffiatura per l’orto o un po’ d’acqua per gli animali. È il modo naturale in cui, giorno dopo giorno, ci adattiamo a una realtà di temperature sempre più elevate.
Forse, però, proprio questa esperienza può aiutarci a fermarci un momento. Perché mentre noi possiamo scegliere come affrontare il caldo, milioni di persone non hanno alcuna possibilità di farlo. Non perché manchi l’elettricità o un condizionatore: perché manca l’acqua. Acqua per dissetarsi senza ammalarsi. Per preparare da mangiare. Per lavarsi. Per far bere gli animali. Per coltivare un piccolo campo. Per mandare i bambini e le bambine a scuola, invece di costringerli a camminare per ore con una tanica sulle spalle.
Se il caldo che stiamo vivendo ci rende anche solo un po’ più capaci di immaginare questa realtà, allora può diventare un invito a fare qualcosa. Per senso di giustizia, per quella forma di empatia concreta che ci attiva perché crediamo che gli esseri umani, dovunque, debbano avere garantiti gli stessi diritti fondamentali. E allora possiamo scegliere di condividere un piccolo sostegno a qualcosa di grande: contribuire alla costruzione o alla riparazione di un pozzo, alla realizzazione di un sistema di raccolta dell’acqua piovana, oppure all’installazione di una cisterna o di una pompa che permetta a un intero villaggio di avere finalmente una fonte garantita. Sono opere semplici, ma capaci di cambiare la vita quotidiana di centinaia di persone, spesso per molti anni. Qui sotto ci sono alcune proposte indicative, che con il contributo di tanti possono diventare realtà.
Non saremo soli in questa missione. Ad esempio, sono con noi i bambini Ambasciatori dell’Acqua, che con entusiasmo già si impegnano ogni giorno con lavoretti e rinunce per raggranellare i soldini necessari per realizzare un pozzo, dall’altra parte del mondo, per i bambini loro coetanei meno fortunati. E lo facciamo accanto a comunità come quelle di Ariamakot, Loolimo e Agisae, in Uganda, che ci hanno chiesto un aiuto per poter disporre di un pozzo vicino alle proprie capanne o alle proprie scuole e si impegneranno poi nella sua sostenibilità, nelle riparazioni, nella manutenzione.
Lo scorso anno, grazie alla generosità di tanti, siamo riusciti a sostenere 53 interventi legati all’acqua. Cinquantatré occasioni in cui un diritto fondamentale che era negato è diventato realtà. Non vogliamo arretrare in questa missione. Se anche quest’estate il caldo ci ricorda quanto l’acqua sia preziosa, insieme possiamo sentirci chiamati a portare acqua dove oggi manca e, con essa, salute, tempo, cibo, istruzione, futuro.