Un passaggio di storia costruito insieme
Domenica 19 aprile non è stata un’Assemblea come le altre. È stata l’ultima Assemblea dei Gruppi di “Insieme si può…” nel formato che abbiamo conosciuto finora. Un momento carico di significato, che segna sì la fine di un percorso, ma soprattutto l’inizio di una nuova fase: quella che accompagnerà l’Associazione nel passaggio dalla forma giuridica di onlus a quella di ETS (Ente del Terzo Settore). Un passaggio di forma, ma la sostanza rimarrà quella di sempre.
L’Assemblea è stata un’occasione per ritrovarsi e per dare un volto ai numeri del bilancio 2025 dell’Associazione, ma anche per accogliere chi da poco è entrato a far parte di questo cammino: Alessia, Andrea e Sandy, nuovi membri dello staff di ISP. Ad aprire l’incontro sono state le parole del presidente Daniele De Dea, che ha invitato tutti a guardare oltre i numeri “economici” del bilancio per cercare piuttosto quelli che parlano delle storie dei tanti che, ogni giorno, grazie al grande cuore di tutti, riusciamo a cambiare qui e nel mondo. Oggi ISP è infatti presente in 29 Paesi, con 102 progetti realizzati: 96 internazionali e 6 in Italia. Numeri importanti, che però prendono senso solo se li riportiamo alla concretezza delle vite che attraversano.
Partendo da casa nostra. Nel Bellunese, nel 2025, sono state sostenute 203 nuclei, più di 600 persone dietro le quali ci sono famiglie, difficoltà ma anche possibilità che si riaprono. In particolare, 91 studenti sono stati accompagnati nel loro percorso scolastico attraverso il progetto “Tutti a scuola?!”: un aiuto concreto per garantire a tutti le stesse opportunità, senza sentirsi esclusi proprio nel luogo per eccellenza dell’inclusione.
Per ISP la scuola è sempre stata più del diritto allo studio: è il luogo da cui può nascere il riscatto di intere famiglie e comunità. Ed è proprio questa la direzione che continua a guidare le azioni messe in campo. Come è emerso durante l’Assemblea, l’impegno non si ferma alla risposta ai bisogni immediati: prova ad andare oltre, investendo nelle persone e nella loro capacità di costruire un futuro. Non è un caso che quasi la metà dei progetti (il 43%) riguardi istruzione, formazione e sviluppo umano. E poi ci sono loro: i bambini del Sostegno a Distanza, 1.781 nel 2025. Un numero che racconta un impegno concreto e quotidiano, fatto di legami che superano le distanze e diventano relazioni e famiglia. Anche se le nuove adozioni sono in calo, le 35 attivate lo scorso anno ci ricordano che la fiducia in questo strumento esiste ancora. Ed è preziosa.
Ma tutto questo non esisterebbe senza la comunità che è alla base dell’Associazione. Oltre 1.000 volontari, 52 Gruppi, più i partner, le aziende, gli enti, i singoli sostenitori: ingranaggi di una rete fatta di tempo donato, relazioni e fiducia. Una rete che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, rende possibile tutto questo: persone che tengono insieme ogni progetto, ogni iniziativa, ogni risultato.
Quella del 19 aprile è stata quindi molto più di una semplice restituzione di numeri. È stata una presa di coscienza collettiva di ciò che abbiamo costruito insieme, passo dopo passo, e di ciò che possiamo ancora costruire. Perché, anche se cambiano le forme, resta la forza di una comunità che continua a crescere e che continua a dimostrare che “insieme si può”.