Infanzia sempre più negata
L’ultimo rapporto dell’Agenzia ONU sui diritti dell’infanzia non è certo rassicurante:
GAZA
Due ragazzi palestinesi superano la linea gialla che divide in due la striscia di Gaza. I militari israeliani li uccidono perché “costituivano una grave minaccia alla sicurezza di Israele”. In realtà quei due ragazzi stavano solo raccogliendo un po’ di legna tra le macerie per riscaldarsi e cucinare il (poco) cibo distribuito nei campi profughi. Dall’inizio dell’invasione di Gaza sono ormai 20.000 i bambini uccisi dalle bombe, dalla fame, dalle malattie.
SUDAN
L’Agenzia dell’ONU per i diritti umani ha reso noto che i giovani arruolati a forza in entrambe le fazioni in lotta per il controllo del Paese sarebbero 255.000, mentre 15 milioni soffrirebbero di disturbi legati a stress, fame, paura. Incalcolabile (perché spesso le vittime non denunciano) gli stupri nei confronti di bambine anche piccolissime.
EUROPA
Secondo una recente indagine investigativa (“Lost in Europe”), scompaiono 17 minori al giorno (18.000 tra il 2018 e il 2020). Nel 2025 sono arrivati in Italia 6.200 bambini senza genitori, ma circa 2.500 sono “spariti nel nulla”. Forte è la preoccupazione che siano finiti in un “mondo parallelo” fatto di violenza, sfruttamento, prostituzione.
UCRAINA
L’ONU ha recentemente chiesto a Putin di riconsegnare i bambini ucraini “trasferiti forzatamente” in Russia in questi quasi quattro anni di guerra. Nel corso dell’ultimo viaggio a Kiev per portare aiuti umanitari, abbiamo potuto constatare di persona come questo sia un problema molto sentito dalle autorità ucraine. Grazie a un evento di denuncia e sensibilizzazione su questa problema, organizzato a Udine dal mio compagno di viaggio Giovanni Abriola, al quale aveva partecipato in collegamento video la responsabile ucraina dei diritti del fanciullo, siamo stati ricevuti ufficialmente al Ministero dalla stessa dirigente Oksana Cherviakova e dai suoi più stretti collaboratori. Dopo averci ringraziato per quanto stiamo facendo per l’Ucraina, ci ha aggiornato sulla situazione dei 20.000 “ragazzi rapiti” negli ultimi 4 anni dai territori occupati, portati in Russia e alcuni addirittura in Corea del Nord per venire addestrati militarmente. Finora sono solo 1.850 quelli ritornati a casa (grazie soprattutto alla mediazione del Vaticano). Tutti denunciano di aver subito violenze fisiche e psicologiche. Tutti necessitano di supporto medico e psicologico. Ricordiamo che il Tribunale Internazionale ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Putin perché ritenuto il principale responsabile di questo crimine nei confronti dei bambini ucraini.
Piergiorgio Da Rold