Una “bomboniera” di volontaria

Anna D’Incà è di Belluno e si può dire che respiri volontariato da sempre. Sostenitrice a distanza fin dalla nascita del progetto di Insieme si può, negli anni ha camminato accanto a diversi bambini e bambine nel mondo coinvolgendo familiari e colleghi. Dopo la pensione il suo impegno nell’associazione è cresciuto, tra mansioni amministrative e un prezioso lavoro nel confezionamento delle bomboniere equo-solidali.

 

Anna, come ti definiresti in tre parole?

Semplice, direi quasi banale ogni tanto, ma piena di entusiamo!

Raccontaci un po’ di te…

Mi è sempre piaciuto stare con gli altri per fare qualcosa di buono, per questo mi considero un po’ una “volontaria da sempre”. Fin da piccola i miei genitori mi hanno insegnato l’importanza del rispetto e dell’impegno per gli altri, quindi per me è una cosa normale dedicare una parte del mio tempo alle altre persone, mi fa stare bene. Quel tempo, che quando lavoravo in banca ovviamente era meno, da 5 anni a questa parte è aumentato perché sono andata in pensione.

E come è cambiato l’utilizzo di questo tempo?

Da pensionata ho cercato qualche esperienza nuova per conoscere nuove persone e nuove realtà, stare insieme agli altri ed uscire un po’ dal mio mondo, che sono una parte delle motivazioni per cui mi piace fare volontariato. Mi viene da ridere se penso che sono venuta proprio a “chiedere lavoro” a Insieme si può, pochi mesi dopo essere andata in pensione! Conoscevo l’Associazione fin dalla sua nascita, ho pensato che magari potevo essere utile in qualche modo.

Cos’è per te il volontariato?

Da un lato sono impegno, interesse, accompagnati dalla costanza. Ma non solo: come dicevo è coinvolgimento, conoscenza di altre persone, delle loro storie di vita, che per me sono davvero un profondo arricchimento.

Come definiresti Insieme si può in tre parole?

Eccezionale, basta questa.

Come sei entrata in contatto con l’Associazione?

Dicevo prima che ho conosciuto Piergiorgio e ISP fin dagli inizi, in particolare come gruppo di colleghi di lavoro abbiamo aderito al progetto di Sostegno A Distanza decidendo di stare al fianco di alcuni bambini e bambine in diverse parti del mondo, con l’aiuto per il cibo, la scuola, le cure mediche. Quanta gioia nel ricevere le loro letterine! Poi ho coinvolto anche la mia famiglia, i miei genitori, e quando è nato mio figlio abbiamo cominciato un nuovo sostegno in parallelo, così anche lui ha potuto imparare a conoscere l’iniziativa e fare posto ad un “fratello” a distanza; ora, da quando ha iniziato a lavorare, è diventato lui stesso il sostenitore di un bambino.

Dopo tanti anni, cosa tiene vivo il tuo impegno?

Le attività in cui sono coinvolta in prima persona, il cammino accanto ai bambini sostenuti, i progetti dell’associazione e le persone che ne fanno parte.

Puoi dirci qualcosa in più sulle attività che svolgi a ISP?

Date le mie competenze derivanti dal lavoro, do un supporto per la parte amministrativa con registrazioni, inserimento dati nel computer e cose simili. Poi se serve una mano per qualche attività corrente dell’ufficio sono sempre a disposizione.

Accanto a questo, insieme ad altri volontari, mi occupo anche del confezionamento delle bomboniere equo-solidali, una delle belle iniziative dell’associazione, il cui ricavato va a sostenere i progetti di Insieme si può nel mondo in occasione di battesimi, matrimoni, lauree o altri momenti particolari. Mi è sempre piaciuta molto l’attività manuale, con le bomboniere ho coinvolto anche mia mamma, che con entusiasmo sceglieva gli abbinamenti dei colori per le confezioni.

Cosa significa, per te, equo-solidale?

È il commercio più umano, una filiera a misura d’uomo, senza speculazioni e danneggiamenti alle persone e all’ambiente. Dovrebbe essere la normalità, perché porta con sé l’attenzione all’umanità ed è una parte del più grande concetto della sostenibilità sotto tutti gli aspetti, specialmente quello sociale e quello ambientale.

Guardando avanti, cosa desideri per il futuro dell’Associazione?

Mi auguro che ci sia sempre un sostegno per tutti i progetti che Insieme si può vuole realizzare, qui e nel mondo. E poi che sia sempre più conosciuta, che sempre più persone si avvicinino perché ne vale veramente la pena!

Infine, cosa significa, secondo te, essere ISP?

Far parte di un gruppo, che in realtà è una famiglia, insieme ad altre persone. È impegno, entusiasmo, uno sguardo al domani con occhi positivi, di speranza, è profonda convinzione nel costruire un futuro migliore, per tutti.