Gaza, la lettera di Yasser: sopravvivere alla guerra, aggrappati a un filo di speranza
“Dall’oggi al domani, la nostra vita passò da un’esistenza stabile e piena di speranza a una lotta quotidiana per la sopravvivenza”.
Una lunga lettera, parole che si succedono come un fiume in piena, nel tentativo, forse, di racchiudere in dieci pagine tante emozioni, troppe, vissute da quel 7 ottobre 2023 che ha cambiato per sempre le vite di un intero popolo.
A Gaza la situazione rimane estremamente difficile e le possibilità per le organizzazioni umanitarie di operare sul territorio sono estremamente ridotte. “Insieme si può…” ha voluto essere presente e lo ha fatto con un progetto di sostegno a una famiglia: Yasser, Wajiha e il loro bambino Ammar.
Grazie all’aiuto dei nostri sostenitori, abbiamo potuto fornire loro un sostegno in questi lunghi mesi di fuga dalla loro casa, in un tentativo di sopravvivenza aggravato dal tumore della donna che non ha più potuto ricevere le cure necessarie se non a prezzo di lasciare il Paese senza il marito e il figlio. Un prezzo che, però, ha scelto di non pagare: “se devo morire, voglio morire tra di voi”.
Niente più scuola, lavoro, casa, niente più famiglia: tutti i parenti più stretti sono morti a causa dell’insensatezza e della brutalità di questa guerra, come di ogni altra.
Fino al rientro a casa, seguito da nuovi ordini di evacuazione: un deja-vu che sembra non voler finire mai. Oggi la guerra è, almeno ufficialmente, finita, ma la sofferenza no: con i fogli di plastica alle finestre per difendersi dal freddo, si vive di ricordi nella speranza di alleviare il dolore quotidiano.
Pubblichiamo così la lettera integrale scritta da Yasser. Una storia autentica, che potrebbe spingerci a pensare di non poterlo cambiare, questo mondo, di fronte all’enormità di quello che succede in certe parti di esso.
Ma che ci fa pensare invece che ne vale sempre la pena: se di fronte a tali avversità una famiglia può ancora trovare la forza di preparare una piccola torta per celebrare un anniversario di matrimonio, noi tutti abbiamo il dovere di aggrapparci a una goccia possibile di cambiamento in un oceano di indifferenza, anche solo per alleviare la fragilità di un bambino, la sofferenza di una donna, la frustrazione di un padre.
E di continuare ad esserci, a condannare ogni guerra, a costruire insieme un mondo migliore.