IOGIOCO

Il progetto IOGIOCO, nasce proprio così, per gioco. Ma pensa che bello se…
novanta bambini in Uganda e sessanta bambini in Italia ci raccontassero di loro attraverso i loro giochi! Attraverso la spontaneità dei loro sguardi siamo riusciti a sottolineare come le attività ludiche
non siano tempo “perso”, ma bensì un momento di condivisione sociale, oltre che di divertimento. Fondamentale sfera che perdiamo crescendo, grazie a loro, ci siamo ricordati
la bellezza della leggerezza e l’importanza della condivisione.

Il campo di analisi è stato il confronto tra mondi ipoteticamente diversi: l’infanzia di popolazioni con condizioni sociali e possibilità di accesso diverse ai beni comuni.
Un bambino cresciuto a Nutella e Ipad, vive le stesse emozioni del gioco di un bambino cresciuto in una comunità ai margini della cosiddetta civiltà industrializzata?

Sì.

Il loro sguardo, esattamente quello che è stato utilizzato per raccogliere tutte le immagini interamente scattate da loro, ci ha portato a riflettere su come esiste un modo di vivere la vita alternativo alla frenesia e all’ansia della società occidentale.

Per noi la realtà è il nostro mondo globalizzato, ma c’è un universo molto più grande fatto di condivisione e amore, in cui il ritmo della vita può essere più consapevole.

Andrea Caldart è partita nel 2019 per l’Uganda dove ha incontrato 90 bambini di tre scuole primarie e, tornata in Italia, ha organizzato incontri con 60 bambini in tre scuole. Insieme a loro ha scattato una serie di fotografie e raccolto immagini dei loro giochi preferiti. Grazie all’impegno di questi piccolo fotografi, è stato possibile raccontare il loro vissuto attraverso il gioco.

D’altronde si sa, i bambini sono come i marinai: dove si posano i loro occhi, è l’immenso.

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