Festa annuale dei volontari di ISP
“Sei ciò di cui Insieme si può ha bisogno”: è stata questa la frase che ha accompagnato la Festa annuale dei volontari di ISP, nella tradizionale cornice della Vena d’Oro. Nel pomeriggio di domenica 27 settembre tanti volontari e amici dell’Associazione si sono ritrovati per un incontro diverso dal solito, guidato da un ospite speciale: Tony Daniel, musicista e fondatore dell’Istituto Ripaxote, realtà che a San Paolo, in Brasile, accompagna ragazzi e ragazze provenienti da contesti di fragilità attraverso la musica e la formazione personale.
Tony ha coinvolto fin dall’inizio tutti i presenti. All’arrivo, a ciascuno è stata appuntata sulla maglietta un’etichetta con il proprio nome e proprio quella frase: “sei ciò di cui Insieme si può ha bisogno”. Un messaggio il cui significato si è svelato poco alla volta, attraverso le attività proposte durante il pomeriggio. Dopo aver raccontato il lavoro dell’Istituto Ripaxote e alcune storie di giovani che, attraverso piccoli gesti e scelte quotidiane, hanno saputo rendere straordinaria la propria vita mettendosi a disposizione degli altri, Tony ha infatti invitato i partecipanti a fare altrettanto: presentarsi a chi ancora non conoscevano, creare nuovi legami, condividere qualcosa di sé.
Poi è arrivato un altro momento di riflessione: ciascuno ha scritto su alcuni foglietti tre cose della propria vita per cui essere grato e due situazioni che, pur non andando come vorremmo, possono essere guardate anche da una prospettiva positiva. I pensieri raccolti sono diventati il filo conduttore del momento conclusivo. All’esterno, tutti insieme in cerchio, i partecipanti hanno letto le parole degli altri, ritrovandosi così a condividere gratitudine, difficoltà e speranze. E tornando al significato di quella frase iniziale: ognuno, con ciò che è e ciò che può dare, è davvero ciò di cui “Insieme si può…” ha bisogno.
A fare da sfondo all’intero pomeriggio non poteva mancare la musica, da sempre uno degli strumenti più potenti per creare connessioni tra persone e popoli. Tra canti e chitarre, Tony Daniel ha anche presentato il ripatòn, uno strumento a percussione da lui stesso inventato e diventato simbolo dei percorsi di riscatto e dignità che l’Istituto Ripaxote rende possibili. Una festa che ha ricordato ai presenti ancora una volta cosa significhi essere parte di “Insieme si può…”: persone diverse, con storie e capacità diverse, che scelgono di metterle a disposizione degli altri.
Volontari, volentieri: è questo il valore di essere parte di “Insieme si può…”, lo spirito che ha animato l’evento e che anima l’Associazione per 365 giorni all’anno.
Sandy Fiabane
VOLONTARI, VOLENTIERI!
Buon pomeriggio e un caloroso benvenuto a tutte e a tutti.
Prima di lasciare la parola, il palco, lo spazio e il tempo a Tony, vorrei condividere con voi una piccola riflessione.
Volontari, volentieri: due parole che si assomigliano molto. Una è un sostantivo, l’altra un avverbio.
E tutte e due hanno la loro radice in una parola antica, il latino volo, vis, volui, velle: volere. Volere.
C’è un vecchio adagio che dice: “volere è potere”.
Forse è proprio così. O, almeno, volere è il primo passo per poter cambiare le cose.
Ma noi, cosa vogliamo?
Per noi vogliamo il giusto.
Per noi vogliamo il meglio.
Per noi vogliamo il massimo.
Lo vogliamo per la nostra vita, per i nostri figli, per i nostri cari, per i nostri amici.
Lo vogliamo oggi, domani e anche dopodomani.
Ma poi c’è tutto il resto del mondo. E per coloro che stanno fuori dalla nostra cerchia? Per quelli che non conosciamo, che non incontreremo mai, che abitano dall’altra parte della strada, della città o del mondo? Per loro, cosa vogliamo? Forse diciamo che vorremmo una vita più felice.
Vorremmo una scuola.
Vorremmo un ospedale.
Vorremmo un pasto.
Vorremmo un abbraccio.
Vorremmo, in fondo, un mondo migliore. E, allora, cosa c’è che non va?
La differenza, forse, sta tutta in una parola.
Per noi usiamo il presente: “voglio”.
Per gli altri usiamo il condizionale: “vorrei”.
Un presente deciso per noi.
Un condizionale, a volte, un po’ fumoso per il resto del mondo.
Ed è proprio qui che entra in gioco il volontariato. I volontari di “Insieme si può…” sono persone che hanno deciso di trasformare quel “vorrei” in un “voglio”. Hanno deciso che ciò che desideriamo per noi stessi — dignità, opportunità, salute, istruzione, futuro — debba essere possibile anche per gli altri.
Non domani. Non “quando ci saranno le condizioni”. Non “qualcuno prima o poi ci penserà”. Adesso.
E per questo ci mettono la cosa più preziosa che hanno: la propria volontà.
E quando c’è la volontà, arriva anche il “volentieri”. Perché quando crediamo davvero in qualcosa, quando sentiamo che vale la pena farlo, allora non ci limitiamo a fare la nostra parte: la facciamo volentieri.
Ecco, allora, perché siamo qui. Siamo qui perché non ci accontentiamo di desiderare un mondo migliore.
Vogliamo costruirlo. Insieme.
Un gesto alla volta. Una persona alla volta. Una storia alla volta.
Perché il cambiamento non è qualcosa che accade semplicemente davanti a noi: il cambiamento siamo noi.
E il volontariato può cambiare la storia proprio così: perché prima di cambiare la Storia, cambia le storie.
Le storie delle persone che incontriamo.
Le storie delle comunità che sosteniamo.
E, alla fine, anche un po’ la nostra.
Buon lavoro a tutti noi.
Daniele De Dea – Presidente dell’Associazione “Insieme si può…” ONG- ETS