La Bellissima Guerra: guardare la guerra con gli occhi dei bambini

Una mostra e una settimana di laboratori per riflettere sulla guerra, sulle sue conseguenze e sulle possibilità di costruire percorsi diversi per affrontare i conflitti.

Ci siamo abituati a guardare immagini di guerra, di sofferenza e di morte quasi senza più reagire. Le guerre entrano ogni giorno nelle nostre case attraverso fotografie, video e notizie, fino a diventare parte dello sfondo della nostra quotidianità.

La Bellissima Guerra nasce dal desiderio di fermare, almeno per un momento, questa assuefazione e provare a guardare i conflitti da una prospettiva diversa: quella dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze che li vivono.

La mostra raccoglie infatti disegni realizzati da bambini e ragazzi provenienti da Gaza, Cisgiordania, Ucraina, Sudan e Myanmar. Sono immagini che raccontano ciò che hanno visto e vissuto, la paura e la distruzione, ma anche ciò che continuano a ricordare, desiderare e sognare: una casa, la propria famiglia, la scuola, la possibilità di giocare, un futuro diverso.

I disegni arrivano da cinque contesti differenti e sono stati raccolti grazie al lavoro di persone e organizzazioni che operano accanto alle popolazioni colpite dai conflitti. Da Gaza, attraverso il progetto HeART of Gaza, che ha creato laboratori per bambini e bambine offrendo accoglienza, supporto psicologico e aiuto materiale; dalla Cisgiordania, con i ragazzi del Centro Dar Al Majus di Betlemme; dall’Ucraina, attraverso Padre Pavlo della Parrocchia di San Nicola di Kyiv; dal Darfur, dove i disegni realizzati nel 2007 dai bambini dei campi profughi sono arrivati anche alla Corte Penale Internazionale dell’Aia; e dal Myanmar, attraverso i ragazzi che vivono nei campi profughi oltre il confine con la Thailandia.

“Insieme si può…”, curatrice della mostra, sostiene nei diversi contesti progetti dedicati all’infanzia, all’istruzione, al sostegno psicosociale e all’aiuto alle popolazioni colpite dalla guerra, in collaborazione con le realtà che hanno reso possibile la raccolta dei disegni.

Non solo guardare: incontrarsi, giocare, esprimersi

La Bellissima Guerra non vuole però fermarsi alle immagini. Alla mostra sarà affiancata una settimana di laboratori artistici e attività affinché bambini e ragazzi possano provare a parlare di conflitto partendo da esperienze diverse.

Ci saranno giochi cooperativi, attività di disegno, un laboratorio dedicato alle emozioni, danze tradizionali e circle singing, occasioni nelle quali sperimentare attraverso il corpo, la musica e la creatività forme di relazione e collaborazione. Il programma comprende inoltre un gioco sul rapporto tra conflitti, risorse e cambiamenti climatici e un laboratorio di arte-terapia.

Attività diverse, unite da un filo comune: provare a trovare strade nuove per affrontare i conflitti, partendo dalla capacità di ascoltare, cooperare, riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri.

La mostra sarà allestita inizialmente presso il piano interrato delle scuole Gabelli: sarà inaugurata domenica 18 ottobre, alle ore 18, e chiuderà domenica 25 alle 12. Successivamente passerà all’istituto Renier, proseguendo il percorso di incontro con studenti e cittadinanza.

La scelta di portare questi disegni in luoghi diversi nasce dalla volontà di farli incontrare con quante più persone possibile. Perché le immagini realizzate dai bambini non raccontano soltanto ciò che la guerra ha distrutto. Raccontano anche ciò che, nonostante tutto, continuano a sognare.

E sono quei sogni, più ancora delle loro tragedie, a ricordarci perché la pace non può essere soltanto una parola, ma un impegno da costruire.