Cambiare per rimanere sempre uguali
Il 2026 segna un passaggio storico per la nostra organizzazione. In linea con la riforma del Terzo Settore, “Insieme si può…” ha completato il cambio di forma giuridica da ONLUS a ETS (Ente del Terzo Settore), con l’iscrizione al numero di repertorio 168805 del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), avvenuta ufficialmente con decreto datato 11 giugno 2026. Assumiamo quindi ora una nuova denominazione: Associazione “Insieme si può…” ONG – ETS. Cambia solo il nome, mentre tutti gli altri dati, l’indirizzo, il codice fiscale e i riferimenti bancari e postali rimangono invariati.
Si tratta di un passaggio formale, che però non modifica in alcun modo la nostra missione e il nostro impegno, come sottolineato nell’editoriale scritto dal nostro fondatore – e ora anche presidente onorario, figura prevista dal nuovo statuto, eletto per acclamazione all’unanimità durante l’Assemblea del 1° marzo 2026 – Piergiorgio Da Rold.
Sabato 9 marzo 1991: 17 persone si presentarono davanti al Notaio Molinari Raimondi di Belluno per dare vita all’Associazione Gruppi “Insieme si può…”. Al primo Gruppo, nato a Gron di Sospirolo nel febbraio del 1983, se ne erano aggiunti altri e ben presto era emersa la necessità di coordinarne le attività e di creare una struttura organizzativa attraverso uno statuto e un regolamento. Quello statuto rimase in vigore fino al 21 novembre 2004, quando fu necessario adeguarlo alle nuove disposizioni di legge sulle ONLUS. Altre modifiche furono apportate poi negli anni, in base a quanto richiesto dalla legislazione.
Domenica 1° marzo 2026, i rappresentanti dei 51 Gruppi ISP al momento operativi, riunitisi in Assemblea Straordinaria, hanno provveduto a modificare nuovamente lo statuto secondo quanto stabilito dalla nuova legge sul Terzo Settore. La modifica principale è che d’ora in poi i soci di “Insieme si può…” non saranno più i Gruppi – finora iscritti all’Associazione attraverso la nomina di un loro rappresentante e responsabile – ma le singole persone fisiche. Potranno diventare soci, quindi, coloro che ne fanno domanda, anche senza appartenere a un Gruppo, e che dando l’adesione si impegnano a partecipare attivamente alla vita di ISP. Cambierà anche il nome, che d’ora in poi sarà: Associazione “Insieme si può…” ONG – ETS, dove ETS sta per Ente del Terzo Settore. Abbiamo voluto mantenere nel nome anche la sigla ONG, per sottolineare il fatto che comunque rimaniamo una Organizzazione Non Governativa riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri, abilitata ad operare all’estero (al momento l’unica esistente in Provincia di Belluno).
Nonostante sia cambiato il nostro “vestito”, credo sia importante sottolineare che ciò che non è mai cambiato in questi ormai 43 anni trascorsi dalla nascita dell’Associazione – e che non cambia neppure con questa ultima modifica dello statuto – sono le motivazioni e l’obiettivo che ci animano e che, sin dall’inizio, sono racchiusi nel nostro motto: “insieme si può… costruire un mondo migliore”.
Ciò che non cambia poi è il coinvolgimento, i famosi “365 giorni all’anno” da cui prende il nome anche il nostro report: i 365 giorni all’anno di impegno di migliaia di benefattori e volontari; i 365 giorni all’anno di attenzione agli ultimi, vicini e lontani; i 365 giorni all’anno di denuncia delle ingiustizie che dividono l’umanità in pochi ricchissimi e in una moltitudine sempre più grande di poveri; i 365 giorni all’anno di proposta di stili di vita più giusti e solidali.
Parafrasando la famosa frase contenuta nel romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”, anche noi abbiamo modificato la nostra pelle per continuare a crescere, ma rimaniamo però quello che siamo sempre stati: cambia lo statuto, non lo spirito che lo anima e che ci anima, ogni giorno, per 365 giorni all’anno.
Piergiorgio Da Rold
FOTO A SINISTRA
Luglio 1983, Uganda. Piergiorgio Da Rold (a destra) e padre Mario Mantovani (a sinistra) consegnano la prima carrozzina finanziata da “Insieme si può…” a un ragazzo disabile nella missione di Kalongo, in nord Karamoja, già allora una delle regioni più povere del mondo.
FOTO A DESTRA
Aprile 2026, Ucraina. Piergiorgio Da Rold (a destra) e Giovanni Abriola (a sinistra), durante il 7° viaggio umanitario di ISP in questo Paese martoriato dalla guerra, donano una carrozzina elettrica – l’ultima al momento, ma che non sarà l’ultima! – a Lucian, 9 anni, orfano, ospitato in un centro disabili di Ternopil.
