Costanza, amicizia, collaborazione
Giannina Mele nel 2001 ha fondato ed è responsabile del Gruppo ISP di Sappada, sempre molto attivo durante l’anno nella realizzazione di iniziative a sostegno dei progetti di “Insieme si può…”. In quest’intervista ci racconta dell’impegno concreto dei volontari e delle volontarie del Gruppo e di cosa li motiva, dell’amicizia con padre Pavlo Vyshkovskyi – ormai sappadino d’adozione – e del supporto ai progetti in Ucraina, accanto alle vittime civili del conflitto.
Presentati brevemente.
Sono Giannina, ho 73 anni, sappadina e felice di esserlo, sono mamma e nonna. Mi piace cantare e leggere.
Come ti definiresti in tre parole?
Semplice, fiduciosa e… In cammino.
Come definiresti ISP in tre parole?
Un ampio spazio che raccoglie le povertà del mondo, ricco di bontà, affidabile.
Come hai conosciuto ISP?
Nel 2001 andando con i bimbi del catechismo a far visita agli anziani della casa di riposo di Santo Stefano di Cadore ho incontrato Alessandra Buzzo, che faceva già parte di un Gruppo ISP, me ne ha parlato e mi ha proposto di entrare anche con altre persone di Sappada, con le quali avevamo appena formato un piccolo gruppo Caritas parrocchiale… E così è iniziata questa bellissima avventura insieme a “Insieme si può…”!
Cosa ha fatto scoccare in te la “scintilla” dell’impegno concreto?
La consapevolezza di vivere una vita bella senza aver fatto nulla per meritarla, e quindi voglio darmi da fare per condividere quello che posso con coloro che incontro sulla mia strada e che hanno bisogno.
Qual è la “benzina” che nel tempo ha tenuto vivo e fatto proseguire questo tuo impegno?
Credo che sia la mia piccola e fragile fede, che mi ha sempre portato verso gli altri. Gesù ci dice: “Fai del bene, come puoi, quando puoi”… Questo fa stare bene anche me, dà senso alle mie giornate.
Con il Gruppo ISP di Sappada siete molto attivi durante tutto l’anno nella realizzazione di iniziative a sostegno dei vari progetti dell’Associazione. Ci racconti che cosa fate e quali progetti avete sostenuto di recente?
Sì, siamo un gruppo di circa 15-20 volontari e volontarie che si rendono disponibili durante tutto l’arco dell’anno per realizzare le varie iniziative. Ci incontriamo circa una volta al mese, leggiamo il giornalino mensile ISP Informa, valutiamo di volta in volta i vari progetti e il modo migliore per attuarli. Iniziamo con la raccolta alimentare durante la Quaresima, che poi viene distribuita alle famiglie del territorio, organizziamo e prepariamo il pranzo degli anziani, la Festa della Vita per i nuovi nati, in occasione della Pasqua vendiamo le uova colorate , i dolci e i fiori in occasione della festa della mamma, durante la stagione turistica siamo presenti alle varie manifestazioni con i nostri dolcetti molto apprezzati e ricercati (gli straubn), e altre bontà sempre preparate dalle nostre magnifiche volontarie. Durante l’estate poi abbiamo un mercatino solidale ormai da tanti anni, “Cose di vecchie case”, che ci impegna tutta la stagione e al quale si uniscono almeno altri 20 volontari. Siamo anche un punto di riferimento per le presone fragili del nostro territorio, in quanto con aiuti e ausili vari in caso di necessità… Tutto questo ci permette di sostenere vari progetti sia proposti da ISP in varie parti del mondo che anche verso i nostri amici missionari in Africa, in Romania, in Albania e in Ucraina.
Come riuscite a dare vita a tutto ciò e a portarlo avanti con questa costanza?
È un impegno costante, ma ci accomunano una grande amicizia che ci sostiene veramente e la consapevolezza dell’importanza della collaborazione. Lo diciamo spesso: “insieme si può”!
Il vostro Gruppo ha un legame particolare con padre Pavlo Vyshkovskyi, parroco a Kiev e che ISP sostiene da diversi anni nel suo lavoro di aiuto e assistenza alle vittime civili del conflitto in Ucraina.
Sì, padre Pavlo è un caro amico, insieme a padre Sergey vengono ormai da più di 20 anni a Sappada durante l’estate ad aiutare il parroco, fanno parte della nostra comunità e ci sentiamo legati a loro da sentimenti di amicizia e affetto. Soprattutto da quando è scoppiata la guerra questo legame si è consolidato ancora di più e si è tradotto anche in aiuti concreti. Cerchiamo di essergli vicini per aiutarli con tutte le nostre possibilità: nella cattedrale di San Nicola a Kiev dove è parroco, padre Pavlo e i suoi confratelli hanno costruito un centro medico, una mensa, luoghi di ristoro e riparo per le persone e famiglie che a causa della guerra non hanno più una casa o la possibilità di sostentarsi.
Tu sei anche volontaria di lungo corso nell’Associazione: cosa significa per te portare avanti un impegno continuativo e gratuito?
Sì, sono una dei fondatori del Gruppo ISP di Sappada nel 2001. Insieme a Maria Grazia Galler e Marino Piller Hoffer, nostri amici mai dimenticati, abbiamo dato vita al nostro Gruppo. Ringrazio Dio per questo e di essere ancora qui dopo tanti anni, continuando a fare del bene finché il Signore lo vorrà!
Cosa ti auguri per il futuro di “Insieme si può…”?
Mi auguro che ISP possa sempre avere la forza per continuare così, con tanti volontari e volontarie.
Per concludere, cosa significa per te essere ISP?
Significa mettere il mio tassello nel grande puzzle di volti, di racconti, di persone che avvolge il mondo delicato di ISP.