“Sono un pezzettino del puzzle del mondo”
Chiara Da Rif, mamma, maestra e nonna (come si definisce lei), è una volontaria di lungo corso di ISP, un’esperienza cominciata 30 anni fa alla Festa del Pesce di Cusighe e proseguita nel tempo con molte altre e varie collaborazioni, dalla sensibilizzazione nelle scuole alle torte per i mercatini ai lavori creativi… Il tutto nella convinzione che tanti pezzetti di solidarietà contribuiscano alla costruzione del grande puzzle di un mondo migliore.
Presentati brevemente.
Sono Chiara Da Rif, ho 56 anni, sono insegnante nella scuola dell’infanzia. Mi piace scrivere storie per bambini e adoro la musica.
Come ti definiresti in tre parole?
Le primissime che mi vengono in mente sono: mamma, maestra e (con gran felicità!) nonna. Credo si deduca che mi piace stare in mezzo ai bambini!
Come definiresti ISP in tre parole?
Proprio tre parole? Eccole: persona di buona volontà, concretezza, trasparenza.
Come hai conosciuto ISP?
Ho conosciuto ISP molto tempo fa, 30 anni fa per l’esattezza, quando mi sono sposata e mi sono stabilita a Cusighe. Rita Battiston, che già conoscevo, mi ha invitata a fare la cameriera alla Festa del Pesce e… La prima Festa del Pesce non si scorda mai! È molto bello sentirsi parte di un’organizzazione pensata col cuore, dove ognuno può dare il suo contributo in termini di aiuto fattivo, piccolo o grande che sia.
Cosa ha fatto scoccare in te la “scintilla” dell’impegno concreto?
Ho sempre percepito, fin da bambina, anche grazie ai miei meravigliosi genitori, di essere stata fortunatissima a vivere in un contesto privo delle grosse problematicità che milioni e milioni di persone si trovano invece ad affrontare quotidianamente solo per il fatto di essere nati in contesti o aree del mondo differenti. Poi l’esempio di molte persone che ho conosciuto nel tempo, molto impegnate nel volontariato in vari settori, mi ha spinta a offrire agli altri almeno un po’ del tempo che mi resta dalle mie svariate occupazioni.
Qual è la “benzina” che nel tempo ha tenuto vivo e fatto proseguire questo tuo impegno?
Se devo essere sincera la benzina è la valorizzazione da parte di ISP di quello che so e posso fare. Il mio contributo, oltre al sostegno a distanza, consiste nel fare torte per le varie occasioni, impacchettare caffè e cioccolata in modo un po’ originale e promuovere le iniziative dedicate alle scuole… Sono tutte cose che mi piacciono molto e si addicono alla mia personalità!
Questo mese parliamo dell’iniziativa delle uova di Pasqua solidali di ISP a supporto di tre progetti che cercano di dare un futuro a bambini e adolescenti di strada in Uganda, Cambogia e Thailandia. Da insegnante e da sostenitrice “storica” di queste iniziative, qual è secondo te l’importanza di sostenere progetti legati ai più giovani, ovunque essi siano?
Credo che offrire un aiuto di qualsiasi tipo affinché i bambini di ogni parte del mondo possano avere una vita dignitosa sia il minimo che la nostra parte di mondo può fare, per sdebitarsi almeno per un’infinitesima parte della fortuna che abbiamo… Dare speranza ai sogni dovrebbe essere doveroso!
Secondo te, qual è l’importanza compiere gesti – anche apparentemente semplici, ma in realtà molto importanti – come il sostegno a queste iniziative?
Credo fortemente che i giovani siano il nostro futuro, e da nonna lo dico con ancor più responsabilità. L’esempio che diamo conta davvero e forse oggi che gli esempi positivi sono ancor più preziosi è importante che vengano veicolati ai bambini e ai ragazzi. Far conoscere i vari progetti non solo è importante per crescere giovani più consapevoli ma proprio perché, sviluppando un atteggiamento di empatia, possano contribuire impegnandosi in prima persona. I Colibrì di ISP sono l’esempio emblematico di tutto ciò.
Spesso si pensa che nei bambini della scuola dell’infanzia non si possa sviluppare una consapevolezza sui temi della solidarietà, delle grandi disuguaglianze del mondo e sull’impegno a cambiare le cose proprio perché troppo piccoli: cosa pensi a riguardo?
Credo che i bambini siano generalmente molto sottovalutati dagli adulti. Per molti anni ho insegnato insieme ad un’altra volontaria di ISP, Lorella Giaffredo, con cui condivido la stessa visione di valori da trasmettere ai bambini, perciò abbiamo sempre cercato di offrire loro occasioni per pensare anche ad altri bambini. Posso dire che in moltissime occasioni bastava un semplice input e dai bambini nascevano slanci ed iniziative meravigliose! Gli esempi più eclatanti: quando abbiamo detto loro che avremmo accolto in classe dei bambini ucraini, quando abbiamo chiesto di fare attenzione all’uso ponderato dell’acqua che è un bene prezioso che non tutti hanno o quando hanno aderito con gioia e creatività al progetto di Nodino e della sartoria sociale in Uganda. Sicuramente noi abbiamo molto da imparare dal loro entusiasmo e dalla loro anima aperta: partono dal piccolo, dal poco, ma poi lo mantengono nel tempo e lo fanno diventare un atteggiamento di vita… Non è per niente scontato. Altro che insegnante, io mi sento sempre una che impara dai propri alunni!
Tu sei anche volontaria di lungo corso nell’Associazione, per la quale metti a disposizione il tuo tempo e la tua creatività. Quale significato dai alla dimensione del volontariato?
Prendo in prestito l’immagine del puzzle, e anche questo l’ho imparato dai bambini: quando lo si assembla c’è chi è molto veloce e mette insieme tanti pezzi, c’è chi si occupa solo del contorno, perché è più facile, c’è chi si accorge quando è ora di unire le parti fatte ecc. Anche per quanto riguarda il volontariato è lo stesso: ciò che faccio è solo un pezzettino di un puzzle di milioni e milioni di pezzi, però è una gioia quando lo si vede tutto intero dopo aver faticato a metterlo insieme e… Che delusione se anche un solo pezzetto non si trova! Stessa cosa vale per la mia dimensione personale: se nella mia vita mancasse quel pezzettino tutto l’insieme sarebbe carente.
Cosa ti auguri per il futuro di “Insieme si può…”?
Una durata infinita e che riesca a mantenersi sempre così originale e trasparente. È bellissimo al giorno d’oggi poter donare sapendo che tutto andrà a buon fine.
Per concludere, cosa significa per te essere ISP?
Riprendendo la metafora di prima: essere un pezzettino di un magnifico puzzle, con pezzetti sparsi in tutto il mondo!