Emergenza Covid: bombole e respiratori per l’India e l’Uganda

Respiratori, ossimetri e termometri nello slum di Bangalore

L’India sta attraversando una delle più grandi e gravi emergenze sanitarie, con una seconda ondata di Covid-19 che ha travolto l’intero Paese. Negli ospedali delle città del nord spesso i malati non vengono accolti perché non ci sono più letti disponibili e le persone ricoverate continuano a morire per mancanza di ossigeno e cure. Per contrastare la diffusione della pandemia, ogni Stato dal 18 aprile ha imposto il lockdown: tutte le attività non essenziali sono state chiuse, sono aumentate le restrizioni nei trasporti e negli spostamenti ed è stato reintrodotto il distanziamento sociale con l’obbligo dei dispositivi di protezione.

Lo slum di Koramangala è il più vasto di Bangalore, la Silicon Valley indiana. È una città nella città, un formicaio di vite su cui il governo non volge lo sguardo, ancor meno negli ultimi mesi che la pandemia sta scuotendo il Paese. L’organizzazione locale Swabhimaan vive la quotidianità dello slum, ne conosce gli equilibri e lavora incessantemente per assistere le persone in campo educativo, alimentare, sanitario, economico.

Come ISP abbiamo deciso di sostenere Swabhimaan nell’acquisto di 3 respiratori d’ossigeno, 50 ossimetri, 50 termometri a infrarossi che verranno messi a disposizione degli abitanti dello slum che, altrimenti, non avrebbero alcun accesso a cure mediche estremamente costose. Come sostenere il progetto? Con…

35 € per l’acquisto di un ossimetro e un termometro ad infrarossi;
– un contributo per l’acquisto di un respiratore di ossigeno, il cui costo totale è 850 €.

 

Bombole d’ossigeno e mascherine: un sostegno al St. Rita

Nelle ultime settimane la diffusione del Covid in Uganda ha purtroppo registrato un aumento molto preoccupante, tanto da spingere il governo ad imporre un altro lungo lockdown.

Nella nuova emergenza siamo intervenuti a fine giugno a sostegno del Centro Medico St. Rita a Gayaza, nato nel 2017 grazie al supporto di Insieme si può: il personale sanitario si trova infatti in grande difficoltà, a causa dell’alto numero di pazienti positivi che fanno riferimento al Centro, alcuni molto gravi che con l’ambulanza vengono trasportati alle Unità di Terapia Intensiva degli ospedali di Kampala.

Abbiamo acquistato 2 bombole di ossigeno grandi da 55 litri e una più piccola per il primo soccorso e i trasporti in ambulanza, con le quali lo staff medico sta cercando di fare fronte a questa recrudescenza del virus: nel mese di giugno sono stati curati dal St. Rita 100 pazienti positivi. I casi più seri sono stati 35, di cui 30 guariti direttamente grazie alle cure ricevute; 5 molto gravi sono stati trasferiti in ospedali con terapie intensive (dove 3 hanno recuperato e purtroppo 2 non ce l’hanno fatta). Possiamo sostenere il lavoro del personale del St. Rita contribuendo con:

15 € per la ricarica di una bombola grande da 55 litri;
40 € per i dispositivi di protezione (mascherine, guanti, visiera) di un operatore sanitario per una settimana.