“È dando che si riceve”

Sabina Bagnara fa parte del Gruppo ISP di Cortina d’Ampezzo e ha conosciuto “Insieme si può…” fin da piccola, grazie ai racconti dei viaggi e dei progetti dell’Associazione che Piergiorgio Da Rold portava nelle scuole. Da diversi anni Sabina partecipa come volontaria allo stand di ISP alla Maratona dles Dolomites-Enel, raccontando con entusiasmo a centinaia di partecipanti provenienti da tutto il mondo dove andrà il ricavato delle iscrizioni solidali alla manifestazione ciclistica.

Presentati brevemente.
Ciao! Mi chiamo Sabina, sono nata a Cortina d’Ampezzo, dove ho vissuto la maggior parte della mia vita e ho imparato ad amare la natura che mi circonda e le cose semplici. Le radici di una parte della mia famiglia però attingono a zone con temperamento, cibi e clima diversi. Una bellissima varietà che ho sempre apprezzato e che ritengo una fortuna, perché mi ha plasmata facendomi amare realtà diverse.

Come ti definiresti in tre parole?
Definirmi in 3 parole? Difficile… L’essere umano è in continuo cambiamento, in continua evoluzione! In questo momento mi potrei definire come aperta, curiosa, in movimento.

Come definiresti ISP in tre parole?
ISP in 3 parole per me è amore, accoglienza e comunità.

Come hai conosciuto ISP?
Conosco “Insieme si può…” da quando ero bambina, quando alla scuola elementare veniva a trovarci Piergiorgio Da Rold, il fondatore, e ci raccontava del mondo, di come può essere duro e difficile a volte e di come, unendo le forze tutti assieme, si può fare la differenza per i nostri fratelli che si trovano più distante da noi. ISP è fortemente presente nel territorio di Cortina d’Ampezzo ed è considerata un po’ da tutti come la ONG più “sicura” e affidabile a cui fare riferimento per delle donazioni o sostenere dei progetti.

Cosa ha fatto scoccare in te la “scintilla” dell’impegno concreto?
“Insieme si può…” sono le persone che ne fanno parte. Sono la bontà d’intenti e la dedizione costante e questo conta moltissimo, più di tutto: anzi, direi che è la miglior forma di “pubblicità”. È la certezza che la forza che muove e porta avanti ogni azione e ogni progetto è l’amore disinteressato per il prossimo. Ed è proprio questo spirito di comunità, accoglienza e amore che trascina e affascina. Che porta lontano. Anche dove ancora non si sapeva di poter arrivare.

Qual è la “benzina” che nel tempo ha tenuto vivo e fatto proseguire questo tuo impegno?
La cosa grande di ISP è questa capacità di riuscire a raggiungere sia realtà locali che quelle più lontane, dall’altra parte del mondo. Arriva dove c’è bisogno e lì si aprono i cammini che innescano la magia.

Tu sei volontaria da diversi anni allo stand di ISP alla Maratona dles Dolomites-Enel, la granfondo ciclistica che si è svolta domenica 5 luglio a Corvara e di cui la nostra Associazione è partner solidale dal 2010: cosa significa per te partecipare a questa manifestazione?
Il mio appuntamento fisso con ISP è soprattutto alla Maratona dles Dolomites-Enel, dove ormai da anni sento nel cuore la volontà contribuire con il mio aiuto, anche se piccolo granello di sabbia, nella montagna di attività che vengono svolte. Per me è un viaggio, che riporta all’umanità: parlo con molte persone dalle diverse parti del mondo, e racconto il progetto dell’anno in corso, ascolto le loro parole. C’è chi è più interessato, chi meno e chi si ferma e senza voler sapere nulla, fa una donazione e ringrazia tutti. C’è una fiducia di fondo, un’unione di intenti dettata dall’empatia, che va al di là del progetto stesso. E quando a dimostrarti questo non sono solo le parole, ma i gesti delle persone che si incontrano anche alla Maratona dles Dolomites, ti fa sentire tutta l’umanità di chi arriva “anche” per fare un giro in bicicletta. E poi ci sono i collaboratori e i volontari che ho il piacere di rivedere ogni anno, dai quali imparo sempre e che sono per me fonte di stima e ispirazione.

Il tema della Maratona di quest’anno è stato Pax, la Pace. Secondo te cosa significa costruire Pace oggi?
La Pace è una Pace implorata, perché non ne possiamo più di vivere senza. La sua mancanza ci logora dentro, fa male, anche se non ci tocca da vicino. Costruire la Pace oggi per me significa costruirla prima di tutto dentro sé stessi. Poi con le persone che si hanno più vicino, la famiglia. Sembra ovvio, ma non lo è. Quando siamo in pace dentro e fuori noi stessi, possiamo cercare di portarla più lontano. Ed è qui che arriva anche ISP.

Cosa ti auguri per il futuro di ISP?
Auguro di essere sempre alimentato da fuoco dell’Amore. Un amore incondizionato a 360°, che ci fa dimenticare i confini della nostra pelle.

Cosa significa per te essere ISP?
“Insieme si può…” è come la terra: tu metti un seme e ti restituisce un albero. Mi auguro di dedicare più tempo in futuro a quest’Associazione, che mi dà sempre tanto, più di quello che io do a lei. Proprio come disse qualcuno: “Poiché è dando che si riceve…”.