Uganda: a Gulu il nostro impegno a fianco del St. Jude per i più fragili, tra disabilità ed emancipazione

Nel 2025 abbiamo sostenuto oltre 100 bambini e adulti tra cure, diritto allo studio e percorsi di inclusione nella regione Acholi.

Non si ferma il sostegno di “Insieme si può…” al St. Jude Children’s Home. Anche nel 2025 abbiamo scelto di camminare accanto a questa realtà straordinaria, con un obiettivo semplice ma ambizioso: continuare a costruire anche qui, giorno dopo giorno, un mondo migliore.

A Gulu, nel Nord Uganda, il St. Jude è molto più di una struttura: è una “casa piena di amore per bambini e ragazzi in difficoltà”. È qui che il diritto alla salute, all’educazione e all’inclusione prende forma per gli ultimi degli ultimi, a cui noi continuiamo a voler dare voce e futuro.

Una terra che porta le ferite della guerra

Siamo nella regione Acholi, dove vivono circa 2,5 milioni di persone dedite in gran parte all’agricoltura di sussistenza. Tra il 1990 e il 2006 una lunga guerra civile ha devastato il territorio e le vite dei più giovani: circa 25 mila bambini sotto i 16 anni sono stati reclutati e costretti a combattere, spesso anche contro le proprie famiglie.

Quindici anni di violenze hanno lasciato dietro di sé orfani, bambini mutilati, figli nati da stupri e giovani segnati da profondi traumi, fisici e psicologici.

Dal 2008 il Nord Uganda vive una relativa stabilità, ma le fragilità non sono scomparse. Accanto allo sviluppo sostenuto da Ong e donazioni internazionali, emergono nuove disuguaglianze: minori che vivono in strada, sfruttamento, emarginazione di chi non riesce a stare al passo.

È in questo contesto che il St. Jude rimane un punto fermo.

St. Jude e Isp: insieme per i diritti dei più fragili

Nato nel 1987, il St. Jude Children’s Home accoglie bambini, giovani e persone con disabilità provenienti dai villaggi più colpiti e dal St. Mary’s Lacor Hospital, dove talvolta venivano lasciati da famiglie impossibilitate a prendersene cura.

Oggi ospita 68 minori tra 0 e 20 anni, 19 dei quali con disabilità fisica o mentale. Ricevono riabilitazione, fisioterapia, terapia occupazionale e cure per patologie come epilessia, spina bifida, AIDS, sindrome di Down, anemia falciforme. Ma soprattutto attenzione, ascolto ed educazione. Sono 42 i ragazzi dei villaggi vicini sostenuti negli studi tra scuole secondarie e università, mentre 45 bambini del centro frequentano la scuola primaria o dell’infanzia.

Da molti anni “Insieme si può…” è legata al St. Jude. Nel tempo abbiamo contribuito alla costruzione di silos per il cibo, al mantenimento delle strutture per persone con disabilità, agli alloggi per volontari, ma anche sostenuto cure mediche, distribuito latte in polvere e coperto costi di gestione.

 

 

 

Educazione, dignità, autonomia

Nel 2025 abbiamo scelto di garantire continuità a questo impegno. Abbiamo donato 684 lattine di infant formula (273 kg) e 1275 kg di latte in polvere, con i quali sono stati nutriti i bambini del St Jude e circa 300 beneficiari nella comunità – principalmente disabili che non possono mangiare, bambini prematuri, bambini malnutriti, mamme sieropositive, piccoli che crescono con altri parenti o mamme che non hanno abbastanza latte.

Un altro progetto si è poi concentrato su cinque azioni. Per 24 bambini con difficoltà nell’apprendimento sono stati attivati corsi di recupero con insegnanti qualificati e programmi personalizzati: un’attenzione in più che può fare la differenza per scoprire e migliorare le proprie possibilità.

Il sostegno allo studio ha poi raggiunto minori in situazione di grave vulnerabilità sociale, quattro ragazze che hanno potuto continuare il loro percorso scolastico. Sono Gifty, 6 anni, che non era mai stata a scuola e vive con una nonna cieca e poverissima; Bridget, 14 anni, a rischio di abbandono e matrimonio precoce; Dorothy e Julius Oketa, con una madre paralizzata e senza mezzi per garantire istruzione ai figli.

Abbiamo inoltre rinnovato beni essenziali come materassi, zanzariere, pentole e strumenti per l’igiene, e realizzato interventi nelle case famiglia: un marciapiede per permettere ai ragazzi con disabilità di raggiungere la scuola, e il ripristino dell’acqua calda.

Infine, in continuità con il 2024, alcuni adulti con disabilità hanno ricevuto kit e formazione per avviare piccole attività: un passo concreto verso l’autonomia e la dignità economica.

Un impatto oltre i numeri

In totale, 105 persone hanno beneficiato direttamente di questo progetto: minori residenti, caregiver, ragazzi della comunità di Gulu e adulti con disabilità. A loro si aggiungono però anche le famiglie, che grazie a tutto ciò possono guardare al domani con maggiore serenità.

È questo il senso del nostro impegno: non solo offrire aiuto, ma costruire possibilità.