Dallo slum alla vita: le donne che trasformano ago e filo in speranza

In Uganda, una larga fetta di popolazione è relegata a vivere negli “slum”, baraccopoli prive di acqua potabile, elettricità, servizi igienici e dignità minima delle abitazioni; in questi luoghi si stima che abitino circa 20 mila persone, in spazi ristretti.
Da qui nasce nel 2023 il progetto “Chi se le fila?” di Insieme si può, che forma professionalmente in sartoria 25 donne tra le più vulnerabili e marginalizzate dello slum di Namwongo, a Kampala. Al termine della prima annualità di progetto vengono selezionate 7 nuove giovani sarte secondo motivazione talento e spirito di gruppo; l’associazione ha fornito loro la possibilità di imparare a cucire e affrancarsi dalla povertà.

Queste donne sono le Crested Women, che prendono il loro nome dalla gru coronata, l’animale nazionale ugandese che è anche presente nella bandiera del Paese. Le Crested Women lavorano oggi in un container decorato dall’artista ugandese Anthony Kayaayo, che è stato arredato e attrezzato come loro laboratorio-atelier, dove lavorano su richieste e ordini sia del mercato locale che, in piccola forma, anche oltre confine, col desiderio di aprire un giorno un e-commerce. Ciascuna di queste donne è specializzata nella realizzazione di un coloratissimo pupazzo animale di stoffa, che diventa un po’ il suo simbolo.
C’è Christine, Mama elephant, proveniente dal Sud Sudan, ha 40 anni, sarta e tesoriera del gruppo: le sue colleghe pongono nelle sue mani la trasparenza economica e la crescita del gruppo, il suo simbolo è l’elefante; Doreen, Mama marketing, nata nello slum che ha recentemente lasciato l’Uganda e sino alla sua partenza si è occupata di comprare materiali per la di capi d’abbigliamento, del marketing e della comunicazione. Salima, Mama gorilla, è stata la più veloce nell’apprendimento: partita da non avere nessuna competenza nel settore, adesso è capace di compiere qualunque progetto, dedicandosi principalmente alla creazione di borse e il suo simbolo è il gorilla. Agnes, Mama lion, la più giovane del gruppo, si ispira e si aggiorna regolarmente con il suo telefono ed è molto abile nei progetti a quattro mani.
Zaina, Mama chameleon, grande amica di Agnes, nel gruppo ricopre il ruolo di fashion blogger, pur avendo solo 20 anni e un carattere riservato, ha un grande talento ed è il punto di riferimento di tutte le sue compagne quando si cimentano in capi complessi e il suo animale è il camaleonte. Justine, Mama rhino, è stata scelta leader del gruppo perché le sue compagne, grazie alla sua positività e la sua attitudine all’ascolto, vedevano in lei una persona solida e affidabile; il suo animale è il rinoceronte. E infine c’è Sandrinne, Mama giraffe, rifugiata dal Congo, che ha uno spiccato talento sartoriale ammirato da tutte, ha 27 anni, non parla l’inglese ma lo sta imparando, il suo simbolo è la giraffa.

Noi, studenti del Liceo Lollino, proponiamo un regalo doppiamente solidale per San Valentino: animali e cuori coloratissimi e innamoratissimi creati dalle Crested Women, accompagnati da cioccolatini prodotti dalla cioccolateria Nina Kakaw, azienda bellunese che produce cioccolato responsabilmente, con cacao proveniente dall’Ecuador, offrendo lavoro anche a donne in difficoltà socio-economiche. I regali sono a offerta libera a partire da: 12 euro per un cuore di stoffa e dei cioccolatini; allo stesso prezzo una scatola da 6 cioccolatini. Una coppia di animali innamorati di stoffa (giraffe, leoni, rinoceronti, gorilla, camaleonti!) con dei cioccolatini a soli 22 euro. I doni sono acquistabili presso la sede di insieme si può in Piazzetta Bivio 4 e presso il liceo Lollino in Via San Pietro 19, oppure si possono prenotare attraverso il sito 365giorni.org, l’email: info@365giorni.org e il numero di telefono di Insieme si può (0437291298).

Il ricavato sarà interamente destinato alle Crested Women per sostenerle in questa loro attività di indipendenza, autorealizzazione e dignità. Con i frutti del proprio lavoro stanno consentendo già oggi ai loro bambini di andare a scuola e si impegneranno nella formazione a loro volta di nuove sarte dello slum (coinvolgendo anche persone con disabilità) perché i risultati del progetto si espandano e portino concreto sostegno diritti fondamentali per molti.

I ragazzi e le ragazze della classe prima del Liceo Lollino di Belluno