“Insieme si può…” in Congo sostiene l’ospedale di Birava: un presidio sanitario in un territorio devastato dalla guerra
Nel sud-est della Repubblica Democratica del Congo, l’ospedale di Birava cura ogni anno oltre 5.000 persone in un’area segnata da un sanguinoso conflitto: “Insieme si può…” avvia il sostegno all’acquisto di medicinali.
Nel 1970, a Birava, nella zona sud-orientale della Repubblica democratica del Congo, grazie all’Associazione Mondo Giusto, nacque un Centro sanitario in partenariato con i Padri Barnabiti. L’obiettivo era aiutare la popolazione locale ad accedere più facilmente a cure sanitarie di qualità.
Con la politica della “zaïrianisation” (autenticità), il Centro sanitario è stato confiscato dallo Stato ed è divenuto un’istituzione pubblica, per poi essere posto – e lo è tuttora – sotto la gestione dell’Arcidiocesi di Bukavu. Nel 2012 è stato infine trasformato in Centro ospedaliero di Birava a causa dell’alto tasso di mortalità materno-infantile e delle difficoltà di trasferimento dei malati verso l’ospedale di riferimento Fomulac-Katana, che si trova a circa 50 km di distanza in un’area difficilmente accessibile.
Oggi opera sotto la supervisione dell’Ufficio diocesano per le opere mediche e i Padri Barnabiti continuano a impegnarsi per il suo sviluppo, affinché possa rispondere ai bisogni della popolazione locale. Tuttavia la situazione non è facile.
Anche “Insieme si può…” ha deciso perciò di essere presente attivamente. Abbiamo iniziato a farlo con il Natale solidale 2025, durante il quale abbiamo raccolto fondi per comprare medicinali per bambini, donne e uomini feriti dalla terribile guerra che sta devastando questi territori e cercare di alleviare la pressione che grava su questa struttura.
La città di Birava si trova infatti al confine con il Ruanda, in una delle zone più fragili e martoriate dal sanguinario conflitto in corso e che ha visto, purtroppo, una recrudescenza nell’ultimo anno. Il Centro è uno dei pochi presidi in un’area di circa 125 mila persone. Dispone di un blocco per le cure ambulatoriali, un’area per la maternità e una piccola sala chirurgica e, grazie all’Associazione Mondo Giusto, sarà dotato di un blocco operatorio.
Da solo, accoglie ogni anno circa 5.100 pazienti, a fronte di 3 medici, 18 infermieri, 12 ostetriche e 9 operatori dei servizi ausiliari. I pazienti contribuiscono alle spese sanitarie, ma la povertà diffusa impedisce di poter coprire l’intero fabbisogno. Il governo congolese copre infatti solo gli stipendi del personale regolarmente riconosciuto e fornisce alcuni medicinali, tuttavia, dall’inizio della guerra, i contatti con il governo si sono interrotti e le strutture sanitarie faticano a procurarsi i prodotti necessari per trattare soprattutto malattie croniche come HIV/AIDS e tubercolosi.
Guerra che sta anche aumentando la domanda di cure, a causa della riduzione del supporto governativo e dell’arrivo di profughi da aree insicure che l’ospedale cura senza distinzione di etnia, nazionalità, fazione.
Per tutti questi motivi, e perché continuiamo a ritenere la guerra un abominio da qualsiasi prospettiva la si consideri, “Insieme si può…” si impegna a fornire medicinali. Nelle prossime settimane invieremo un primo contributo di 10 mila euro ai Padri Barnabiti, ma ci impegniamo a estenderlo perché il bisogno di cure, purtroppo, è in costante aumento.
Il sostegno al progetto sarà inoltre finanziato anche dalla Maratona dLes Dolomites 2026, il cui tema centrale sarà la pace.
Per sostenere, dona:
sul sito 365giorni.org
o con bonifico su CORTINA BANCA: IT 23 A 08511 61240 00000 0023078
Causale: “Sostegno Centro ospedaliero di Birava”