Quanti intrecci nel San Valentino solidale di ISP

Dalla confezione della sartoria sociale delle “Crested women” a Kampala (Uganda), al ricamo del progetto “Chi se le fila?”, al cambiamento del mondo… Dall’Italia all’Uganda i fili si stringono intorno al progetto di queste “donne coronate”, le sarte del laboratorio nello slum di Namuwongo, e continuano a intrecciare le storie delle vite delle persone che collaborano.

Nodi a più mani e più umani stanno nascendo in occasione del San Valentino solidale di Insieme si può: stiamo preparando l’evento, tanto atteso ormai di anno in anno, in collaborazione con gli studenti delle classi del Liceo “Lollino” di Belluno impegnati nel PCTO curricolare proprio con ISP durante quella che è stata battezzata “Settimana CambiaMondo”. Quest’anno saranno coinvolti proprio i prodotti confezionati dalle sarte di Kampala: gadget e animali di stoffa che rappresentano l’identità, il carattere, i sogni di queste giovani donne e attraversano i continenti per essere “adottati”, o meglio regalati, da chi coltiva i suoi sogni qui.

Il momento culminante di questa collaborazione sarà poi nei giorni 12, 13, 14 febbraio con l’allestimento della mostra degli arazzi realizzati dalle scuole del Bellunese e l’allestimento della mostra fotografica “Amaaso” di Isabel Lima, fotografa brasiliana residente da anni in Italia che nel 2024 ha viaggiato per la prima volta in Africa con ISP e l’associazione Xmas Project per documentare attraverso le sue foto proprio il progetto della sartoria sociale di Namuwongo, protagonista del Librosolidale 2024.

Il progetto “Chi se le fila?” sostiene le “Crested women”, un gruppo di giovani donne dello slum di Namuwongo a Kampala, dove povertà e lavoro informale limitano fortemente le opportunità economiche femminili. In questo contesto, l’iniziativa rappresenta una concreta possibilità di autonomia e empowerment femminile, molte delle quali sono madri single.

Grazie al supporto di ISP, dal 2024, la sartoria sociale ha compiuto importanti progressi, dotandosi di una sede, di macchinari e di competenze sartoriali di base. Il progetto sta proseguendo con l’obiettivo di consolidare quanto realizzato finora e di accompagnare la sartoria verso una crescita sostenibile attraverso il rafforzamento della gestione e della professionalità, lo sviluppo di una strategia di marketing autonoma e il miglioramento della qualità e del design dei prodotti. L’obiettivo finale è trasformare il progetto in un’impresa femminile stabile e competitiva sul mercato, capace di generare reddito per le giovani sarte coinvolte (in modo che siano in grado di autosostentarsi) e la loro inclusione sociale in un contesto urbano molto marginalizzato.