Qualche momento di serenità con il mago Lubega

Questa è una “piccola bella notizia” che riguarda me, ma mi sembrava bello condividerla con tutti.

Come molti sanno, mi capita sempre più spesso di esibirmi nelle scuole, nelle parrocchie e in occasione di qualche festa familiare per rallegrare bambini e adulti, con alcuni “effetti magici”. Nel farlo, prediligo l’uso di libri e borse magici, foulard, corde, e ultimamente ho sviluppato anche alcuni giochi di mentalismo (che crea l’illusione di poteri mentali straordinari come la lettura del pensiero).

Se è in Africa che questa mia passione ha trovato modo di svilupparsi, al punto che in Uganda mi sono esibito più volte di fronte a oltre 1.000 studenti, anche qui da noi è diventata una nuova, preziosa forma di riflessione e sensibilizzazione intorno a grandi problemi quali la fame, la disuguaglianza, la guerra … e di proposta della loro soluzione a partire proprio dagli spettatori.

Ad esempio, per spiegare perché nel mondo ci sono 840 milioni di bambini malnutriti e 1.700 milioni di obesi uso tre corde di lunghezza diversa che trasformo in tre corde tutte uguali, mentre per invitare tutti a coltivare sentimenti di pace utilizzo dei foulard colorati che, posti all’interno di una “borsa magica”, diventano una grande bandiera della pace.

Immaginate allora cosa succede con dei bambini che spesso non hanno mai avuto in mano un libro, quando gliene faccio vedere uno con le pagine tutte bianche su cui disegno, coloro e infine cancello dei bellissimi animali.

Nell’ultimo viaggio in Uganda il mago Lubega si è esibito in molte occasioni. Due in particolare hanno lasciato il segno negli spettatori: nel centro di accoglienza di ragazzi che chiedono l’elemosina agli incroci della città di Kampala e in una scuola situata nelle vicinanze della nostra sede. Pochi giorni dopo la mia esibizione, infatti, mentre eravamo fermi in fila a un incrocio due ragazzi si sono avvicinati per chiederci l’elemosina e, con mia grande sorpresa e soddisfazione, mi hanno riconosciuto e salutato indicandomi agli altri come “magic man” (uomo magico). Alcuni studenti della scuola di Kivuliriza, invece, sono addirittura passati in sede chiedendo del Mago Lubega.

A volte, basta qualche trucco di magia per rendere felici gli altri.

Piergiorgio Da Rold