Una cucina per gli indios

Una nuova struttura per garantire cibo sano alle famiglie della Riserva Indigena di Dourados

 

Dourados è una città situata nello Stato del Mato Grosso do Sul e ospita la seconda etnia più grande degli indios brasiliani, i nativi Guaraní Kaiowã. Questo popolo ha subìto l’esproprio delle proprie terre fin dal tempo del colonialismo e tuttora continua la confisca a opera dei proprietari terrieri, dei latifondisti, delle multinazionali del mais, della soia, della canna da zucchero.

Ora, circa 15.000 persone, risiedono in una riserva di 36 chilometri quadrati. Questo popolo, di cultura libero, abituato a vivere di caccia e pesca, in questo territorio visibilmente in stato di abbandono, non ha i mezzi per la sopravvivenza.

Vive in baracche, in capanne fatiscenti in mezzo al nulla, emarginato dalla società, senza prospettiva di un futuro. Da questa situazione di povertà estrema, il passaggio alla miseria umana è breve. Bambini vittime di stupri, di violenze di ogni genere spesso perpetrate nelle loro stesse famiglie, alcol e droga, guerre tra etnie e con i bianchi per rientrare in possesso della terra.

 

Il nostro impegno

 

Il Centro della Consolata, proprio alle porte della Riserva, ogni giorno accoglie bambini, giovani e donne bisognosi di un buon pasto, di supporto psicologico o semplicemente di un gesto di affetto che trovano in suor Aurora Cossu e nelle altre sorelle. Qui alla comunità indigena vengono anche proposti corsi di informatica e di educazione civica, lezioni di capoeira (danza tipica), corsi di recupero scolastico o di cucito per le donne, consulenze e cure di una psicologa e di un’infermiera.

Adesso, a causa del coronavirus, molti indigeni che lavoravano nelle fattorie o nelle fabbriche dei bianchi, sono rimasti senza lavoro perché al loro interno sono iniziati i contagi e sono state chiuse le strutture. Ogni giorno una trentina di persone va alla consolata a chiedere pane, ecco perché hanno urgenza di terminare la cucina. Hanno necessità di far da mangiare per distribuire il cibo pronto (pane, riso..).
Agli indios viene detto che il virus non esiste, che sono tutte storie, per cui loro dicono alla suora che non serve proteggersi. I contagi importanti sono arrivati ora: più di 1000 in pochi giorni. L’ospedale è già pieno e non ha posto, l’ambulanza non va a prenderli e nessuno dà loro un passaggio per paura del contagio, per cui vengono lasciati al loro destino.

La struttura della cucina è già stata realizzata, ciò che manca sono gli elettrodomestici tra cui un fornello industriale con quattro fuochi, un frigorifero, un congelatore, un frullatore, un forno con quattro piastre e gli utensili per la preparazione delle pietanze.

 

Budget di progetto: 3.500 euro
Partner di progetto: Centro della Consolata
Settori: 
Dove nel mondo: Dourados, Mato Grosso do Sul (Brasile)
Scheda progetto dettagliata: scarica il documento

 

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