Insieme si può

COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE

Al fianco degli ultimi, dei loro diritti negati, della loro dignità violata, dei 30.000 bambini che ogni giorno muoiono a causa dell’estrema povertà.

patriziaI miei occhi sono diversi: non vedo più le cose come le vedevo prima di partire, i pensieri sono cambiati, il cuore è sommerso dalle mille emozioni che rivivono dentro me,

tutte quelle emozioni che durante il viaggio non facevano a tempo a uscire perché ogni giorno ne vivevo di nuove, ancora più forti...

Solo ora forse inizio a vivere il viaggio, il cuore e la mente tornano in Uganda mentre tento di riprendere i ritmi di sempre e mi sforzo di concentrarmi su problemi che prima mi sembravano essenziali ed ora, di fronte ai ricordi, ridicolizzano penosamente.

Penso allo slum, a quelle catapecchie che alla prima pioggia galleggiano in un fango di fogna. Penso ai bambini coi vestiti stracciati, senza scarpe, ad una misera pentola che bolle fuori da una capanna, ad una bacinella d'acqua per fare il bucato sopra un mucchio di rifiuti. Un'umanità per cui amare è un lusso nella quotidiana lotta per sopravvivere.

Penso ad una scuola con centinaia di bambini stipati in minuscole classi, senza penne per scrivere e penso ai bambini che restano fuori a guardare da dietro un muro di cinta, quel muro che vorrei abbattere per far entrare tutti.

Penso ad un bimbo idrocefalo, a quegli occhi troppo grandi per capire questo mondo.

Penso ai ragazzi mutilati, alle loro vite inutilmente spezzate, sacrificate sull'altare dei giochi di potere dei signori della guerra e delle armi.

Penso ad una terra che ho visto verde e bellissima, ma povera ed emarginata, dove i bambini pascolano greggi e mandrie, dove le donne spaccano sassi per pochi scellini, dove un ospedale serve per un milione di persone e un Missionario ci accoglie con le mani unte di olio mentre tenta di riparare un generatore.

Penso ad una stanza piccola e buia, intorno a me freddi lettini di ferro e dentro quei lettini minuscoli corpicini fragili, vestiti di stracci, lasciati soli a piangere perché è impossibile per due ragazzine prendersi cura di tutti.

Penso e rivivo, amplificato e profondo, il dolore che mi attanagliava il cuore mentre accarezzavo la tua testolina senza capelli, faticavi a respirare, ti lamentavi, non avevi più la forza di stringere il mio dito ... e piango perché so che forse i tuoi occhi sono chiusi per sempre mentre grido silenziosamente chiedendo a Dio perché non ho potuto fare nulla? E mi sento vuota e inutile: un povero vaso bucato che vorrebbe portare acqua agli assetati.

Penso alla mano di un'infermiera che porge una scodella di cibo ad un bambino malnutrito, alle mani di tante persone straordinarie tese per aiutare i più poveri, gli emarginati.

Penso a chi ha deciso di stare con gli ultimi e ne fa un cammino di vita portando speranza a loro ed ai miei pensieri.

Patrizia

 

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