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Martedì 30 Agosto 2011 12:08
volti ugandaL'Africa non smette mai di stupirti, di affascinarti, di colpirti al cuore, di assestarti feroci colpi allo stomaco, di accarezzarti con sorrisi meravigliosi. Anche quando credi di sapere già tutto di lei, ecco che ad ogni passo ti presenta nuovi e inaspettati volti...

Il volto troppo grande di Dario, bambino idrocefalo in braccio a sua madre. I suoi occhi enormi scrutano a lungo il mio volto così strano per lui. I miei occhi si perdono nei suoi per un tempo che non so più definire. Sono arrivato da poche ore e, complice uno sguardo, l'Africa mi ha già stregato un'altra volta.


Il volto annoiato di un vecchio leone che ci guarda pigro e assonnato. E' l'Africa prediletta dai turisti che sono spesso portati a credere che tutto sia simile ad un paradiso primordiale mentre qui nei parchi così come nelle bidovilles di Kampala o nei villaggi del Karamoja, la vita è una dura e a volte spietata lotta per la sopravvivenza quotidiana.


Il volto rassicurante di una natura che finalmente non si risparmia. Il verdeggianti campi di sorgo, di mais, di girasole, sono la dolce promessa di una stagione che allontanerà la fame, indesiderata compagna degli ultimi anni.


voltiIl volto raggiante di sr. Mira, giovane suora di Madre Teresa. Nativa di Vicenza, era "una ragazza come tante altre" fino a quando ha deciso di cambiare vita. Ora è "una straordinaria suora come tante altre" che mette la sua vita al servizio dei più poveri tra i poveri dell'Uganda.


I volti sereni di Cristina e Margaret, due gemelline che la morte della mamma nel darle alla luce aveva condannato anch'esse alla stessa sorte se non fosse stato per le suore di Madre Teresa. Accorse nel villaggio, dove le bimbe erano già state deposte nella savana accanto al cadavere della mamma, sono riuscite a portarle nella loro casa e ad alimentarle con il latte donato da "Insieme si può...". Ora corrono felici nel cortile assieme agli altri bambini, ignare di essere state oggetto di un autentico miracolo.


Il volto fiducioso di Christopher, un uomo rimasto paralizzato alcuni mesi fa a causa di un incidente sul lavoro. Condannato all'infermità totale, vive in una buia e misera capanna. Dopo essere stato abbandonato dalla moglie e truffato dai fratelli che, mentre era ricoverato all'ospedale, gli hanno venduto tutto, è ora assistito amorevolmente dalla figlia 15 enne. Fratel Elio Croce, che a Gulu chiamano "Un cuore che cammina" gli ha costruito una bella casetta, che contribuirà a migliorare, almeno in parte, le sue drammatiche condizioni di vita. Mentre gli facciamo visita, alla domanda "come va?", la sua risposta è stata: "Non mi lamento. Io e mia figlia abbiamo ancora un bicchiere di fagioli e un pugno di farina. Domani mangeremo".


Il volto sorridente di Philip (nella foto). Se si potesse dimenticare il corpo rigido, le mani e i piedi costretti dalla malattia in una posa innaturale, sarebbe l'espressione della gioia di vivere. Raramente ho visto un sorriso così bello, dono straordinario e assolutamente gratuito che lui dispensa a tutti.


Volti di un'Africa che amo.

 

Piergiorgio Da Rold

 

Vedi le foto dell'ultimo viaggio in Uganda (luglio 2011)

 
 

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