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Editoriale per la Radio Svizzera
di Alessandro De Bon
Ok, chi di noi non ha mai scritto qualcosa sul bagnasciuga al mare, solcando la sabbia col tallone o con le mani. I più romantici un ti amo, i più avventurieri il classico SOS, altri semplicemente il proprio nome. Poi, dopo un paio di onde, la spiaggia torna anonima. Non però se, invece che romantici o avventurieri, siete sceicchi. Contando su un patrimonio di circa 16 miliardi di dollari, lo sceicco Hamad Bin Hamdan Al Nahyan ha deciso, infatti, di lasciare un segno, il suo segno nella sua isola.

Per scoprirlo vi basterà aprire Google Earth e digitare nel campo di ricerca l'isola di Al Futaisi, poi ingrandite un pelo ed eccolo là, il suo segno.
Lo sceicco, secondo in ricchezza solamente al re dell'Arabia Saudita, ha fatto scavare il suo nome sull'isola affinché si potesse leggere dallo spazio. Esatto, dal satellite.
Il suo nome, Hamad, è infatti ora un enorme solco sulla sabbia, profondo centinaia di metri, alto un chilometro, largo tre e con l'H e la A inondate dall'oceano. Costo dell'utilissima grande opera, 22 milioni di dollari.
D'altronde, stiamo parlando di un soggetto con l'ego leggermente sovrabbondante, proprietario di una jeep perfettamente funzionante alta dieci metri e pesante 50 tonnellate, di 2000 auto di lusso esposte in un museo a piramide e di 7 Mercedes verniciate con i colori dell'arcobaleno armate di fucili M16.

Il tutto custodito nel corno del golfo degli Emirati Arabi.
Poco importa se un Corno poco più sotto, quello d'Africa, uno sterminio di persone sta miseramente perdendo la lotta con la fame.
I loro 12 milioni di nomi sono scritti sulla sabbia con dita simili a cotton-fioc. Una folata di menefreghismo e nessuno legge più nulla. Vite al vento.
Ma chissenefrega, tutta banale demagogia da lacrime facili.
Ora, almeno, se gli alieni ci attaccheranno, sapremo che è perché avranno scoperto che sì, siamo proprio degli idioti.
Ascolta l'editoriale realizzato per il programma "Baobab" - Rete Tre della RSI (Radio Svizzera Italiana)
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