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Bilancio 2010
di Piergiorgio Da Rold
"Non tutto ciò che si può contare conta. Non tutto ciò che conta può essere contato" (Albert Einstein). In una società come quella attuale dove si tende a valorizzare una persona quasi esclusivamente in base ai beni da questa posseduti ed esibiti (casa, auto, conto in banca...), la tentazione di dare valore solo a ciò che è economicamente rilevante (ciò che può essere contato) è sempre molto forte...
Nel momento in cui analizziamo e pubblichiamo il bilancio 2010 di "Insieme si può...", vorremmo evitare questo errore cercando di raccontare e valorizzare il fatto che ogni euro che transita nelle casse dell'Associazione ha una sua storia particolare, è frutto di una motivazione solidale, diventa risposta pronta e efficace ai bisogni di qualcuno, contribuisce alla costruzione di un mondo migliore. E se per la contabilità ordinaria ogni euro ha il medesimo valore di tutti gli altri, non così è per una "contabilità parallela", che prenda in considerazione anche altri fattori oltre quello puramente economico. Ogni euro è allora protagonista di una storia diversa e originale che ci parla di un donatore, di un dono e di un beneficiario
Donatore Ogni euro donato è carico di tante aspettative e speranze (ognuno si augura che possa davvero servire a migliorare la vita di qualcuno) e qualche volta anche di dubbi (chissà se arriverà a destinazione...). C'è l'euro frutto dell'autotassazione mensile, caratteristica specifica e qualificante degli aderenti ai gruppi "Insieme si può...", e di qualche rinuncia di adulti e bambini.
C'è l'euro di chi ha aderito al "sostegno a distanza" di un bambino orfano e di chi desiderava partecipare alla realizzazione di un progetto. C'è l'euro raccolto grazie ad un mercatino, alla vendita di torte, ad una cena di solidarietà. C'è l'euro donato in un ristorante o in un panificio per contribuire alla lotta contro la fame. C'è l'euro proveniente da Ditte, Fondazioni, Banche che, anche nel 2010, hanno rinnovato la loro fiducia nella nostra Associazione.
Ma c'è anche l'euro ideale di chi ha donato il proprio tempo e la propria professionalità nel volontariato, qui e nei paesi più poveri, e l'euro spirituale di chi ci ha sostenuto con il pensiero, l'affetto, la preghiera. Ogni euro è importante, al di là del suo valore monetario, perché frutto di una scelta, assunzione di una responsabilità, volontà di partecipazione.
Ed è davvero bello constatare che tra i donatori ci sono stati bambini dell'asilo e della scuola primaria, giovani delle superiori, coppie in procinto di sposarsi o di festeggiare qualche anniversario importante, persone anziane che, nonostante la pensione minima e l'aumento dei prezzi, non hanno voluto far mancare il loro aiuto a qualcuno ritenuto più bisognoso di loro. E ancora insegnanti, operai, imprenditori come a sottolineare che la solidarietà è dovere di tutti e che davvero tutti possiamo fare la nostra parte per costruire un mondo più giusto.
Dono Ogni euro donato si è trasformato poi in qualcosa d'altro. In cibo, acqua, medicine, zanzariere, materiale scolastico, mattoni per costruire una scuola o una casa.
Un dono che ha avuto la dimensione dell'emergenza, in risposta a gravi calamità naturali o a ricorrenti carestie, ma anche della costruzione di uno sviluppo che punta all'autosufficienza di intere popolazioni. Un dono, che essendo frutto non di elemosina ma di condivisione fraterna, ha un valore del tutto speciale e che è diventato un ponte tra chi donava e chi riceveva quel dono ma anche viceversa. Perché se è vero che molto abbiamo donato, è vero anche che molto abbiamo ricevuto.
"E' molto di più quello che ho ricevuto di ciò che ho dato " è la testimonianza quasi unanime di coloro che hanno fatto un'esperienza di volontariato, ma anche di chi ha donato qualcosa, costatando come il suo dono, frutto magari di una sacrificio, ha acceso il sorriso sul volto di un bambino, di una mamma, di una persona prima disperata.
Beneficiario E infine ci sono i destinatari di quell'euro. Anche quest'anno, abbiamo cercato di privilegiare "l'ultimo chilometro" e "l'ultimo miliardo". Abbiamo cercato, cioè, di raggiungere i più lontani, i più poveri, i maggiormente abbandonati e soli.
I destinatari del nostro aiuto sono stati i bambini malnutriti, le mamme, i giovani, gli studenti, le famiglie in difficoltà nel Sud del Mondo, ma anche nei nostri paesi, L'obiettivo era di ridare loro dignità, fiducia nelle proprie forze, speranza in un domani migliore. E anche qui è bello associare tutto questo a migliaia di volti e di storie.
Come quelle dei 3.000 ragazzi e ragazze sostenuti a distanza, dei bambini karimojong e del Madagascar con in mano un piatto colmo di cibo, degli studenti ugandesi che impugnano finalmente una penna e una matita, degli anziani dell'ospizio di Marovoay che vivono ora in un ambiente completamente rinnovato, degli "ex ragazzi di strada" di Salguero (Brasile) che oggi percorrono orgogliosi le vie della città al ritmo della banda musicale "Juntos podemos" (Insieme si può!).
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