BAHIA BLANCA e SAN MARTIN
HOGAR LAURA VICUNA (Sigla: AH)
La cittadina di San Martin, situata ai piedi delle Ande, si trova a 500 chilometri da Buenos Aires. In questa località dal nome molto familiare ai bellunesi si trovano molte assonanze con le nostre vallate. Sono stati infatti numerosi i nostri concittadini che emigrarono in quelle località dove oggi alberghi, vie, piazze ecc.. portano il nome delle nostre montagne.
Purtroppo anche qui si è assistito ad un progressivo degrado umano e spirituale che, a causa anche di gravi difficoltà economiche, ha portato alla perdita di valori, alla disgregazione delle famiglie, a violenze sui minori.
A San Martin lavorano, ormai, da oltre 30 anni, le suore della Sacra Famiglia. Il loro impegno è indirizzato soprattutto verso l’educazione e l’accoglienza di bambine e ragazze in età scolare che vivono situazioni di disagio.
L’Hogar Laura Vicuna, ospita una cinquantina di bambine che frequentano la scuola pubblica e ritornano all’Istituto per vitto, alloggio e doposcuola. Molte hanno gravi problemi familiari e spesso portano con sé anche evidenti disturbi psicologici.
“Insieme si può…” collabora all’opera delle suore della Sacra Famiglia “sostenendo a distanza” 20 ragazze ospiti dell’Hogar.
PICCOLO COTTOLENGO DI BAHIA BLANCA (Sigla: BB)
Bahia Blanca è una città dell’Argentina che si affaccia sull’oceano Atlantico a 300 chilometri a sud della capitale Buenos Aires. Da oltre 40 anni le “Piccole Suore della Sacra Famiglia” prestano una attenzione e un impegno del tutto particolari ai più poveri tra i poveri: gli handicappati. In città, infatti, sono numerose le persone con gravi handicap sia fisici sia psichici rifiutate dalle proprie famiglie che sovente li abbandonano per strada o nei campi. 
Il centro d’accoglienza, chiamato “Piccolo Cottolengo”, ospita una ottantina di persone molte delle quali handicappate e non autosufficienti. Ad aiutare le suore italiane in questo lavoro ci sono anche alcune suore locali, sempre della stessa congregazione e, da una decina d’anni, c’è anche l’aiuto economico rappresentato dal “sostegno a distanza” di una quarantina di ospiti del Piccolo Cottolengo.
La situazione particolare e straordinaria di questo progetto, ci porta ad indirizzare un plauso speciale a tutti colo che vi partecipano senza poter “godere” di nessuna di quelle piccole gioie e soddisfazioni rappresentate normalmente da una letterina o un disegno inviati dal proprio assistito.